Yann Arthus Bertrand: le sue immagini del pianeta “sono il ritratto di un volto amato”

Il fotografo e regista è stato protagonista in occasione della presentazione al pubblico della sua prima retrospettiva italiana “Dalla Terra all’Uomo - un ritratto aereo del pianeta” che sarà inaugurata ufficialmente il 7 dicembre 2012. L’intervista.
YANN ARTHUS BERTRAND - Dalla Terra all'Uomo - Forte di Bard (
Cultura

"Nei vent’anni trascorsi a fotografare il pianeta, ho visto la Terra cambiare. L’impatto dell’uomo si vede dal cielo… tutti gli scienziati che ho incontrato condividono la mia stessa inquietudine. Quanto illustrano le mie fotografie loro lo dimostrano con le cifre, e le cifre sono inaudite". Yann Arthus Bertrand, fotografo, regista, giornalista e ambientalista francese non ha bisogno di presentazione, le sue immagini e i suoi lavori parlano per lui, così come il suo attivismo in campo ambientale ed ecologico. Molti negli anni si sono innamorati delle sue immagini e dei suoi video, anche se spesso non abbinano fotografo e immagine, l’importante è che il suo messaggio passi.

Yann Arthus Bertrand ha fatto onore alla Valle d’Aosta con la sua presenza al Forte di Bard martedì 4 dicembre in occasione della presentazione della sua prima retrospettiva italiana “Dalla Terra all’Uomo – un ritratto aereo del pianeta” che sarà inaugurata ufficialmente il 7 dicembre 2012 e sarà aperta al pubblico fino al 2 giugno 2013. Si tratta della sua 157esima esposizione negli ultimi 2 anni. Oltre alle immagini che lo hanno portato agli onori della cronaca e della fotografia, l’esposizione presenta, tra l’altro, un video di 20 minuti in cui il fotografo e regista regala una visione nuova della Valle, vista dall’alto, in tutta la sua bellezza e suggestione, con una sguardo tutto suo che ce la fa riamare con forza e trasporto.

“Ho adorato questa regione e girare questo film che è molto bello – spiega Yann Arthus Bertrand – Abbiamo girato tutto in una sola giornata, è una piccola regione ed è la prima volta che facevamo un film così, senza commento, solo con la musica, lasciandoci andare alle immagini. Penso che la Valle d’Aosta con le sue montagne mi abbia permesso di fare questo. Ho adorato girare questo breve documentario, a partire dal Monte Bianco, è magnifico e mi ha dato tante idee per i miei prossimi lavori, su come renderli magari sotto forma di “sogno”. Ho talmente colpevolizzato le genti, talmente parlato per la difesa del pianeta, deve essere un combattimento gioioso, una lotta nell’amore e nell’amicizia, è questo che voglio portare avanti”.

La totalità dei progetti di Yann Arthus-Bertrand sono compensati rispetto alle emissione di gas a effetto serra nell’atmosfera derivanti dal volo aereo. Così la produzione del site specific VU DU CIEL VAL D’AOSTE, che ha richiesto 15 ore di volo aereo generando 6,8 tonnellate di CO2, è stata compensata attraverso il contributo di 136 euro al progetto Action Carbone Serbatoi di Biogas e Vermicompost a Siddlaghata (India). Altri progetti Action Carbone sono relativi al compostaggio di rifiuti organici in Madagascar e alla produzione di forni solari en Bolivia e in Perù.

Yann Arthus ama il contatto con la gente, è affabile, in molti lo hanno avvicinato e con estrema cortesia a tutti ha rivolto spiegazioni e lanciato messaggi importanti, proprio attraverso la visione delle sue immagini e video, che sono da gustare non solo attraverso gli occhi, perché regalano, attraverso i testi che accompagnano ogni fotografia, consapevolezze e verità dalle quali dipende davvero il pianeta su cui viviamo. “Credo che questa mostra sia da guardare senza cinismo e senza scettiscismo – ha spiegato il fotografo – devono credere a quello che si dice e si scrive. Si dicono cose complicate e difficili e credo che bisogna crederci. Oggi viviamo in una specie di negazione collettiva dove non si vuole credere a ciò che si sa. Oggi il mondo sta cambiando, siamo 7 miliardi di persone, quando ho girato queste immagini 20 anni fa eravamo 2 miliardi, e il mondo sta davvero cambiando. Certamente se continuiamo a vivere nello stesso modo sarà difficile per i nostri bambini vivere con gli stessi confort che abbiamo noi. Bisogna sapere che il clima sta già cambiando”.

Le catastrofi di oggi sempre più numerose sono la testimonianza di quello che si diceva già venti anni fa, ma cambiare è difficile, nonostante gli appelli “Cambiare il proprio modo di vivere è molto complicato. Io non ho una soluzione, faccio il mio mestiere, ognuno fa il suo, i politici anche. So che oggi non è facile essere un uomo politico, prendere decisioni coraggiose, che siano scelte forti. Non ho soluzioni ma so che non si può continuare così, e questo è molto più complicato e bisognerà sforzarsi molto di più, non basta mangiare biologico, chiudere l’acqua del rubinetto, riciclare rifiuti”. “Essere ecologisti è prima di tutto amare la vita – ha concluso Yann Arthus Bertrand – e rispettare se stessi e gli altri, e il mio lavoro in questi anni non è stato altro che il ritratto di un volto amato”.

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