A Saint-Marcel le idee per un nuovo turismo

Un convegno ha riunito nel piccolo borgo valdostano contributi da ogni angolo delle Alpi ed ha raggiunto, ancor prima di cominciare, un risultato significativo: dimostrare che per essere al centro non bisogna per forza essere grandi.
Parapendio ad Antey (ph. Aiat Monte Cervino)
Economia

Il 12 ed il 13 giugno si è svolto a Saint Marcel il convegno internazionale "Esperienze di turismo in ambiente alpino- innovazione e buone pratiche,  culture alpine a confronto". Organizzato da Convenzione delle Alpi ed Associazione Lou Tourbillet – paese albergo di Saint Marcel, il convegno ha riunito nel piccolo borgo valdostano contributi da ogni angolo delle Alpi ed ha raggiunto, ancor prima di cominciare, un risultato significativo: dimostrare che per essere al centro non bisogna per forza essere grandi.

Come fa notare anche Marta Capetillo di thealps.com nel suo articolo sul blog del sito Monterosa, l'idea di una grande convention in un villaggio così piccolo può all'inizio spiazzare, ma in realtà è il segnale un cambio di paradigma fondamentale che sta avvenendo: la dimensione non è più direttamente proporzionale al successo. In un'ottica di sviluppo sostenibile, è spesso vero il contrario: considerando una destinazione turistica, ad una crescita dimensionale corrisponde  raramente uno sviluppo inteso come miglioramento della qualità e valorizzazione delle risorse.

Di fatto, in campo turistico il paradigma "più grande=più bello" è superato da tempo, per cui questa non è una novità assoluta. Quello che è nuovo e di straordinaria importanza è che ora la dimensione maggiore non corrisponde più nemmeno ad una presenza più evidente. Di questo senso bisogna ringraziare soprattutto il web, lo strumento più democratico ed meritocratico che esista. Content is king, si dice, ovvero "il contenuto è il re": un'idea vincente, una proposta di qualità, un contenuto interessante possono fare molto più di una campagna pubblicitaria a 6 zeri.Per questo si può dire che sul web, sempre più il teatro della comunicazione di oggi, l'efficacia del messaggio non è direttamente proporzionale all'investimento pubblicitario, mentre è direttamente collegata alla qualità della proposta.

Grazie all'innovazione, il turismo slow può finalmente cessare di essere lento anche nel proporsi. Da questa riflessione  è scaturito il titolo del contributo di TurismOK al convegno di Saint Marcel: ESSERE SLOW, AGIRE FAST.

Lentezza e velocità combinate in maniera nuova, per un turismo che cambia ritmo. Dove essere slow? Nella ricettività: le forme di micro ricettività o di ricettività diffusa sembrano essere le scelte vincent. Nell'offerta enogastronomica: attraverso le certificazioni (DOC, DOP,..) e i marchi di qualità (l'esempio di slow food, ma anche i Saveurs du Val d'Aoste). Essere slow significa anche puntare alla sostenibilità, a tutti i livelli: ambientale (ovvero di energia, rumori, inquinamento, emissioni ecc..), sociale (recupero delle tradizioni, preservare l'identità territoriale dall'impatto del turismo), economica (ottimizzare i costi e gli investimenti).

Dove essere Fast? Nella corretta scelta dei mercati e dei target e nel saper individuare le esigenze e i fabbisogni che mutano in continuazione. In breve, nel saper riconoscere dialogare con il proprio pubblico. Nella creatività: occorre essere fedeli a sé stessi, conservando la propria identità, ma allo stesso tempo reinventarsi continuamente per offrire un prodotto che sia allo stesso tempo autentico, creativo, originale. Nella capacità di comunicare e vendere: utilizzare in modo efficace le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per la comunicazione e la Promo-commercializzazione. Nella formazione: chi si ferma è perduto, occorre rimanere al passo, studiare, informarsi e formarsi. Nel fare rete: ecco perché occasioni come quella di Saint Marcel sono fondamentali e racchiudono un potenziale che mai come oggi può essere realmente concretizzato.

 

Rubrica a cura di Turismok

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