Accessibilità viaria: quando l’eccessiva comodità diventa controproducente

Se la ferrovia continua ad essere al centro del dibattito per le sue drammatiche condizioni, l’accesso stradale alle stazioni sciistiche della Valle d’Aosta, malgrado i costi, è pratico e comodo. La Valle è vista oggi come una meta lontana da raggiungere.
Immagine di archivio
Economia, Società

 Confrontata con altre rinomate località alpine la Valle d’Aosta e le sue località godono di un punto di vantaggio non indifferente: l’accessibilità stradale. Stazioni importanti come quelle del Piemonte, della Lombardia e dello stesso Trentino non sempre godono di altrettanta praticità, ben evidente invece in casi come quegli degli impianti di Courmayeur e Pila dove il casello autostradale è di fatto collocato nei pressi delle stazioni di partenza degli impianti. In pratica una via di comunicazione diretta dalla città alla neve tanto che nell’era dei SUV potrebbe indurre qualcuno a risalire le piste direttamente in auto. Battute a parte a parte, il tema in questione rimane complesso e rappresenta per certi aspetti un paradosso, come spesso accade in ogni cosa vanno considerati infatti anche i rovesci della medaglia: vediamo quali.

Se è senza dubbio vero che questa comodità ci rende più appetibili sul mercato, soprattutto nelle zone di prossimità, d’altro canto per i nostri ospiti non è raro incappare nei weekend in spiacevoli code, situazione che di fatto conduce a due conseguenze: il traffico rende fastidioso il viaggio per i nostri turisti che alla lunga potrebbero disaffezionarsi, il livello di inquinamento sale e l’ambiente ne risente così che anche a livello di immagine il feedback che si restituisce non è dei migliori.

Tutt’oggi persistono in Valle d’Aosta situazioni complesse che non trovano soluzioni di rilievo, in questo senso sono un esempio negativo le bellissime valli Ferret e Veny che rischiano di vedere il loro fascino offuscato dalla quantità esorbitante di veicoli che in estate percorrono le piccole strade delle due vallate.

Tutto ciò mette in evidenza quanto sia difficile per tutti bilanciare esigenze di diverso tipo quali accessibilità e sostenibilità. Non c’è turismo se non c’è accessibilità, non ci sarà più turismo se non c’è sostenibilità.

Come visto arrivare in Valle d’Aosta con i propri mezzi dovrebbe essere dunque cosa facile eppure non tutti hanno questa percezione, sono infatti numerosi i casi di  turisti, soprattutto quelli del centro e sud Italia, che invece percepiscono la nostra regione come una Valle lontana e difficile da raggiungere, a parità di chilometri percorsi mete come il Trentino Alto Adige appaiono quindi come più vicine. Una percezione non sempre vera che però non gioca certamente a nostro favore.

In altre realtà alpine minori sono state fatte invece scelte diametralmente opposte; queste destinazioni hanno saputo ricollocarsi sul mercato in maniera interessante allontanando definitivamente i veicoli dalle loro Valli. Una scelta coraggiosa che ha dapprima spaventato gli operatori turistici ma che li vede oggi premiati. Queste località sono riuscite infatti a differenziarsi dal panorama generale e hanno trovato una collocazione di nicchia che ha consentito agli operatori di lavorare meglio.

Quello dell’accessibilità rimane un tema piuttosto delicato, è evidente che in mancanza di soluzioni estreme occorre trovare il giusto bilanciamento tra tutte le esigenze al fine di mantenere un equilibrio sostenibile.

 

A CURA DI TURISMOK

 

 

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