Ad Arnad scoppia la guerra del Lardo

Al centro della querelle le modifiche al disciplinare del Lardo di Arnad e in particolare la possibilità di affettare il prodotto fuori Valle.
Lardo di Arnad
Economia

E’ scontro ad Arnad sul lardo affettato. Era il 2014 quando in paese i tre produttori hanno iniziato ad incontrarsi decidendo di rispondere alle richieste dei consumatori. Fino a quel momento, infatti, il Dop valdostano veniva venduto solo a tranci.

Nei mesi scorsi la variazione al disciplinare è stata presentata alla Regione, che con una delibera di Giunta ha dato un primo nullaosta. Oltre all’affettamento, è stato introdotto un logo grafico della DOP e alcune migliorie ai procedimenti di lavorazione.

Sul documento partorito, ora all’analisi del Ministero delle politiche agricole, non tutti sono però d’accordo. Tanto che nei giorni scorsi uno dei tre produttori ha deciso di rivolgersi al Tar.

Oggetto del contendere, la decisione di inserire nel disciplinare la possibilità di affettare il prodotto anche “al di fuori della zona delimitata sotto il controllo dell’Organismo di controllo autorizzato”. Ovvero fuori Valle.

“Così si svilisce il prodotto” spiega Raffaele Ferrari, proprietario dell’Azienda Arnad Le Vieux “In tutti i disciplinari Igp e Dop d’Italia l’affettamento avviene nel luogo d’origine, noi stiamo invece andando controcorrente”.

L’affettamento si svolge nelle “camere bianche”, dei locali condizionati con controllo e limitazione della contaminazione dell’aria, per mantenere inalterate il più a lungo possibile le caratteristiche dei prodotti alimentari confezionati. Un investimento importante che Arnad Le Vieux ha compiuto un anno fa, “assumendo anche quattro persone del posto”.

“Sono andato a Roma al Ministero – racconta Ferrari – che mi ha autorizzato ad affettare, obbligandomi a fare una certificazione volontaria”. “Certo sarebbe stato più semplice prendere degli accordi fuori Valle – aggiunge – ma nessuno mi può dare garanzie sulla Dop e la sua tracciabilità, anche perché con l’affettamento si perdono le caratteristiche visive del prodotto”.

Nello scontro in corso fra i tre produttori del lardo, a finire sul banco degli imputati è il Comitato Lo Doil che ha portato avanti le modifiche al disciplinare.

“Due produttori su tre, che detengono il 69% della produzione, erano d’accordo per l’affettamento fuori Valle. Sussistevano, quindi, le condizioni per presentare le modifiche al disciplinare” replica Ivo Joly, vicepresidente de Lo Doil. “Inoltre è la stessa Comunità europea a dirci che l’affettamento non può avvenire solo nel luogo di produzione”.

La pratica è ora in mano al Ministero. “Siamo già stati a Roma con il presidente Borrettaz a discutere delle variazioni e dovrebbe a breve esserci un’audizione pubblica sul territorio di Arnad, dove un funzionario illustrerà le modifiche. In quella sede, chi avrà qualcosa da dire potrà farlo”.

Nel ricorso viene in primis contestata la titolarità dell’Associazione Lo Doil a presentare modifiche al disciplinare. “Noi abbiamo fatto solo da tramite, come già 20 anni fa, quando ci siamo occupati di predisporre la domanda per l’ottenimento della Dop. Non ci viene in tasca nulla, lavoriamo solo per il bene del Lardo di Arnad. “

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