Boom in Valle dei contratti ex-interinali e a chiamata

Un lavoratore su quattro ha un contratto a chiamata o a somministrazione. Diffusi i dati sul precariato giovanile, a cura del dipartimento politiche del lavoro. Intanto il Consiglio approva misure per favorire il lavoro.
Economia

In Valle d’Aosta 373 giovani dai 18 ai 32 anni sono disoccupati e in cerca di lavoro, di questi 282 sono diplomati e 91 laureati. Il dato è aggiornato a maggio 2011 ed è stato diffuso durante la discussione in Consiglio regionale delle integrazioni al Piano sul lavoro. Il dipartimento politiche del lavoro e della formazione ha eseguito un censimento sulla fascia d’età giovanile per fotografare la situazione valdostana in merito alla questione della disoccupazione. Dall’analisi emerge uno spaccato solo in parte rassicurante. Aumentano infatti gli avviamenti al lavoro, ma il tallone d’Achille del sistema riguarda la tipologia dei contratti. Ad essere in crescita sono infatti i contratti di somministrazione, un tempo noti come interinali, e i contratti intermittenti, noti anche come contratti “a chiamata”, caratterizzati da scarse tutele, durate arbitrarie, incertezza riguardo a ipotetiche assunzioni future. Questo genere di contratto ha conosciuto un boom senza precedenti, passando dal 9,8% del 2009 al 16,8% del 2010 al 24,8% del primo semestre 2011. Insomma, un lavoratore su quattro.
“La disoccupazione, nella nostra regione, è al 4,4%, una percentuale che supera appena la metà di quella italiana, che è all’8,7%, ma – ha spiegato il presidente Rollandin nella sua relazione – la crisi non è ancora conclusa, pur in presenza di deboli segnali di ripresa.

Le modifiche apportate al Piano lavoro si rivolgono in particolar modo ai giovani e prevedono due misure, che agiscono sugli assi del lavoro e della formazione. In particolare, l’obiettivo è quello di favorire l’assunzione a tempo indeterminato di giovani diplomati o laureati e sviluppare un sistema di interventi di formazione, tirocinio e accompagnamento al lavoro, associati, se serve, a interventi di sostegno al reddito.

Le aziende – ha commentato Albert Chatrian dell’Alpe – sono molto ‘prudenti’ nel decidere di assumere nuovo personale, soprattutto a tempo indeterminato, ma occorre farle accompagnare da una vera sburocratizzazione pubblica che ad oggi non c’è.

Secondo la capogruppo del PD, Carmela Fontana, “poche sono le occasioni di lavoro qualificato in Valle d’Aosta, e questo vuol dire che forse non abbiamo investito abbastanza nei settori innovativi. Forse – ha concluso – l’Università, la ricerca scientifica, l’innovazione non sono ancora parte della nostra società e quindi non siamo in grado di dare altre risposte che non quella del contributo annuale o biennale ai lavoratori disagiati perché disoccupati da tropo tempo".

 

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