La protesta questa volta arriva da Twitter. Con l’hastang #raimerda centinaia di persone stanno in queste ore rimbalzando e commentando la notizia che la Rai ha inoltrato degli avvisi di pagamento del canone a chi è in possesso di una apparecchiatura che possa ricevere le frequenze radiotelevisive.
A contestare tali richieste di pagamento, derivanti da un Regio decreto n. 246 del 1938 che prevede il pagamento del canone di abbonamento alle radiodiffusioni laddove si è in possesso di un “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni”, è anche la Federconsumatori. L’Associazione dei consumatori ha già coinvolto Deputati e Senatori per modificare tale norma.
"L’estensione del canone a computer e telefonini – si legge in una nota della Federconsumatori – è una’iniquità che va respinta; non si può inventare un ulteriore balzello che ricade su imprese, studi professionali ed uffici (per il momento), che va da un minimo di 200 euro fino a 6 mila euro l’anno, a carico di oltre 5 milioni di utenti per un controvalore di un miliardo di euro l’anno. In assenza di una presa di posizione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, che ad oggi non risulta esistere, la richiesta della RAI è illegittima! Obbligare chicchessia a pagare un abbonamento RAI per il solo fatto di avere un P.C. è paradossale."
