Carenza d’acqua a Nus, allevatori e agricoltori lanciano raccolta firme

La raccolta firme, online e cartacea, accende i riflettori sulla carenza d'acqua del territorio di Nus per le attività agricole, diventata critica nell'estate 2021 "con una disponibilità di acqua per l'irrigazione via via inferiore, fino a venire a mancare totalmente in alcuni periodi"
Mucche - Foto di AostaSera
Economia

“Lasciateci l’acqua per abbeverare gli animali e per irrigare prati, orti, giardini”. E’ la richiesta contenuta in una petizione online, sottoscritta da 259 cittadini, e cartacea, firmata da una sessantina di persone, avviata da alcuni agricoltori e indirizzata al sindaco di Nus, alla Regione, alla Gestione demanio idrico della Regione Valle d’Aosta, ma anche all’Arev, alle associazioni di categoria e alla Società di gestione delle centraline idroelettriche.

La raccolta firme accende i riflettori sulla carenza d’acqua del territorio di Nus per le attività agricole, diventata critica nell’estate 2021 “con una disponibilità di acqua per l’irrigazione via via inferiore, fino a venire a mancare totalmente in alcuni periodi”. Una situazione, a detta dei promotori della petizione, non imputabile solo alla siccità. Fra le cause richiamate dai promotori della raccolta firme c’è anche l’entrata in funzione di alcune centraline idroelettriche facenti riferimento al corso del Torrente Saint-Barthélemy e al Ru de Val.

Per l’irrigazione dei campi, orti e giardini, così come per abbeverare gli animali, gli agricoltori utilizzato l’acqua fornita al territorio con il sistema dei rus.
I problemi quest’anno si sono avuti sia nel periodo di tradizionale funzionamento dei rus e degli impianti d’irrigazione (1 aprile – 30 settembre), sia in quello successivo, “in cui nelle derivazioni dei rus era comunque disponibile una discreta quantità di acqua corrente, andando a colpire gravemente lo svolgimento delle attività agro-pastorali aziendali, oltre a causare disagi ai privati cittadini che usufruiscono del sistema idrico”.

La carenza di acqua arriva in un periodo in cui le aziende sono già provate dall’aumento dei costi di produzione. ” La disponibilità di acqua rappresenta un elemento fondamentale per la loro permanenza sul territorio, ma nello stesso tempo lo è anche per gli orti/frutteti privati, sempre più basilari per la sussistenza famigliare.”

La richiesta dei promotori della raccolta firme è di “rivedere le date (1 aprile – 30 settembre) per consentire l’irrigazione (se necessaria) anche anticipatamente, per poter garantire l’abbeverata degli animali presenti nei prati nella stagione autunnale (inizi di ottobre – metà novembre), così come l’irrigazione degli orti (in mancanza di precipitazioni naturali)”.

Sempre ai consorzi idrici viene richiesta “una maggiore comunicazione agli utenti, dal momento che più volte nel corso della stagione l’acqua è venuta a mancare totalmente, causando ulteriori disagi, senza che le aziende venissero informate dei motivi e della durata di tale disservizio”.

In particolare denunciano i promotori della raccolta firme, dopo il 30 settembre, “si è avuto lo svuotamento totale di derivazioni dei rus in precedenza sempre mantenute in funzione nel corso di tutto l’anno, la cui presenza ha infatti permesso anche anticamente lo sviluppo di svariate attività e lo svolgimento di servizi”.

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