Case popolari, continua a lievitare la morosità. L’Arer: “Bisogna dare applicazione alla legge”

L'Arer sollecita la Regione ad approvare le disposizioni attuative del Testo unico sulla casa e a trovare le risorse per coprire il problema della morosità, oggi solo a carico dell'ente pubblico. Nel 2012 gli affitti non pagati sono arrivati a 1,3 Mln
Morosità relativa agli ultimi sei esercizi chiusi. Gli importi dei crediti per canoni e servizi sono riferiti a situazioni di effettiva morosità
Economia

Una nuova legge c’è, ma mancano le disposizioni attuative e soprattutto la certezza delle risorse economiche.  E così la morosità degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica continua a lievitare e anche quest’anno l’Arer (l’azienda regionale di edilizia residenziale pubblica) non potrà utilizzare, come suggerito dai revisori dei conti, l’avanzo di amministrazione di circa 1 milione di euro.

Nel marzo scorso è entrato in vigore il testo unico in materia di casa – la legge regionale 3/2013, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nel febbraio scorso – che introduce, come richiesto dall’Arer, il concetto di morosità incolpevole, distinguendola da quella volontaria.
L’articolo 44 e il 45 spiegano come un’apposita delibera regionale, da approvarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dovrà definire i controlli che l’Arer deve effettuare per certificare l’impossibilità degli assegnatari morosi di far fronte al pagamento del debito accumulato; i parametri socio economici per individuare gli assegnatari morosi rientranti in tale categoria. Inoltre la Regione deve individuare l’entità del concorso a favore degli enti proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica per la copertura della morosità incolpevole.
Già nel 2007 prima, e nel 2011 dopo, la Giunta aveva cercato di porre un rimedio alla situazione attraverso il “Concorso nella copertura della morosità” e il “Sostegno alle locazioni”, entrambi rimasti però inapplicati per la mancata definizione delle disposizioni attuative e per l’indisponibilità di fondi regionali.

A complicare il quadro degli affitti non pagati da parte degli inquilini Arer ci ha pensato la crisi economica. Nell’ultimo anno sono arrivati così a 1 milione e 358 mila euro i canoni insoluti. “Un debito, quello dei soggetti potenzialmente insolvibili – si legge nella relazione – che necessita di essere ripianato al più presto”.

“Stiamo seguendo l’iter di legge – spiega l’Assessore regionale all’edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin – a breve approveremo le delibere sul piano vendita mentre quelle sulla morosità arriveranno in autunno. Sulle risorse, viste le ristrettezze del momento, dobbiamo valutare quali siano le priorità ma penso che parlando di casi sociali sicuramente questa situazione dovrà avere precedenza”.

Come si legge nella relazione di presentazione al bilancio 2012 del Presidente dell’Arer, Giulio Grosjacques la crisi economica “ ha picchiato duro in particolar modo sulle classi sociali alle quali appartengono i nuclei familiari assegnatari di alloggi Erp e questo ha provocato un generale e vistoso calo degli stessi, provocando ripercussioni non indifferenti sulle entrate della nostra azienda: tale circostanza ha quindi determinato un aumento del numero dei casi sociali – passati da 428 a 531 – la riduzione del canone medio applicato nonché un ricalcolo in diminuzione del canone di locazione (+25% di richieste nell’ulitmo anno) per effetto di disoccupazione, cassa integrazione, lavoro saltuario e in ultimo, l’incremento degli insoluti. “

Una bella gatta da pelare per il prossimo consiglio che la Giunta dovrà nominare. La morosità infatti pesa oggi solo sulle casse dell’azienda, bloccando quindi risorse, come si legge ancora nella relazione “ indispensabili per la normale attività di manutenzione degli stabili posseduti. “
 

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