Casinò, il segretario regionale della Cgil chiede le dimissioni di Frigerio

A fare infuriare il sindacato sono le dichiarazioni rilasciate dal Manager martedì scorso in occasione dell'audizione in quarta commissione consiliare. Risponde il Casinò: "Falcomatà rettifichi le sue dichiarazioni, false".
Economia

Dopo la minoranza in Consiglio regionale tocca ora al Segreterio regionale della Cgil, Domenico Falcomatà chiedere le dimisisoni dell’Amministratore unico del Casinò di Saint-Vincent, Luca Frigerio.
A fare infuriare il sindacato sono le dichiarazioni rilasciate dal Manager martedì scorso in occasione dell’audizione in quarta commissione consiliare.

"Le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore della Casa da Gioco sono irricevibili – dice il Segretario Regionale della CGIL Valle d’Aosta Domenico Falcomatà – sono assolutamente fuori luogo, è inaccettabile che l’inacapacità gestionale di uno ricada su tutti i lavoratori della Saint Vincent Resort & Casinò. Quando si parla del costo del lavoro che è più alto rispetto alle altre case gioco in italia si dice una falsità, le retribuzioni dei dipendenti di Saint Vincent sono in linea con le altre aziende italiane. E’ un vero e proprio atto di irresponsabilità scaricare sul personale l’andamento negativo di una casa da gioco che negli anni è stata gestita in maniera leggera e poco professionale portandola ai livelli di oggi".

"Le sue dichiarazioni – continua il Segretario Regionale – dimostrano la totale incapacità e immaturità del gruppo dirigente. La CGIL non ha mai visto come tabù un taglio alle retribuzioni ma non si vedono nei piani d’investimento e di marketing altre vie oltre questa."

Accuse quelle mosse dal segretario regionale della Cgil che vengono rimandate al mittente dal Casinò. "In nessuna occasione l’Amministratore Unico della Società, Luca Frigerio – si legge in una nota della Casa da gioco –  ha affermato che il costo del personale della Casa da gioco di Saint-Vincent è il più alto rispetto al mercato dei Casinò italiani. Pare inevitabile però rimarcare che, a seguito della grave crisi che colpisce il settore, altre Case da gioco sono intervenute con accordi di solidarietà che prevedono tagli al costo del lavoro dal 10 al 30%."

 

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