Cgil divisa sull’accordo del 28 giugno, le reazioni in VdA

Lo scorso 28 giugno la Cgil ha siglato un accordo con Cisl, Uil e Confindustria, e ora lo sottopone al voto dei lavoratori tesserati. Anche in Valle circola l'appello per il no. Scacchi: "vogliono applicare a tutti la formula di Pomigliano".
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“Pomigliano ha fatto scuola: ora vogliono applicare quella formula a tutte le aziende associate a Confindustria” sostiene Luca Scacchi, ricercatore dell’Università della Valle d’Aosta. Scacchi fa parte della decina di membri del direttivo della Cgil regionale che, assieme ad altri sindacalisti, sempre targati Cgil, si sono espressi contro l’accordo siglato lo scorso 28 giugno a livello nazionale dal loro sindacato, assieme a Cisl, Uil e a Confindustria. Una fronda interna del tutto legittima, dal momento che, come prevede lo statuto, l’accordo sarà sottoposto all’approvazione dei lavoratori della Cgil, categoria per categoria. La procedura dovrebbe essere concludersi il 19 settembre. Se vinceranno i “no” il segretario generale Susanna Camusso sarà costretta a fare marcia indietro.

“E’ un fatto gravissimo, passato quasi sotto silenzio” spiega Scacchi. “L’applicazione dell’accordo del 28 giugno avrebbe effetti clamorosi. Se vincono i sì, in primo luogo le aziende iscritte a Confindustria potranno prevedere deroghe al contratto nazionale su aspetti come la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro, in secondo luogo saranno applicate le clausole di tregua sindacale, che consistono in una limitazione del diritto di sciopero, e in terzo luogo il voto dei lavoratori vincolante e segreto sulle piattaforme e gli accordi non sarà più previsto. Infine le RSA, ovvero le rappresentanze non elettive ma di nomina dei sindacati all’interno delle aziende, saranno rese illegittime”.

Contro l’accordo del 28 giugno, in questi giorni, è cominciato a circolare un appello ai lavoratori della Cgil, che invita a votare no. “Siamo singoli membri della Cgil, abbiamo aderito a livello personale, perché la Cgil è composta da molte voci, e la democrazia è anche questo. Molte persone ancora non si sono espresse, all’interno della Cgil valdostana la discussione è appena iniziata” ha concluso Luca Scacchi.

All’inizio di settembre verrà organizzata una serata pubblica per informare i cittadini e dibattere del tema, mentre fino ad allora i firmatari dell’appello cercheranno di coinvolgere quanto più lavoratori possibile.
“Non comprendiamo questo arretramento della Cgil dalle posizione abituali” ha affermato Sandro Bortot, un altro dei firmatari “Questo è un momento particolare, siamo in crisi politica ed economica, ma i cittadini sono più attivi e combattivi che mai, c’è fermento, si manifesta, ci si indigna, la partecipazione popolare è forte. Dovremmo ascoltare e sostenere queste energie”.
 

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