La delicata situazione finanziaria della Cogne Acciai Speciali SpA è stata affrontata questa mattina in consiglio regionale, con un’interrogazione del Pd mirata a capire se “nel breve medio termine possano esservi ripercussioni negative sull’occupazione, tenuto conto dell’importante sforzo, compiuto anche con il sostegno di Finaosta, per riportare la situazione a una condizione di “normalità”.
A rispondere, fornendo alcuni dati, è stato l’assessore alle attività produttive Ennio Pastoret.“Negli ultimi anni vi è stata una forte turbolenza dei mercati che ha investito anche la CAS. Nella prima metà del 2011 la società aveva trovato una sua stabilità finanziaria che ha manifestato delle criticità nel secondo semestre”.
Nel corso del 2012, la Cogne ha proseguito la sua attività in un contesto non troppo favorevole anche a seguito della difficile situazione del credito nel sistema bancario italiano. “Malgrado ciò – ha continuato Pastoret – CAS ha potuto sottoscrivere, nello scorso aprile una moratoria con gli istituti di credito che ha consentito di ottenere una maggior percentuale di finanziabilità delle fatture emesse dalla società. Le banche stanno predisponendo con la CAS il consolidamento delle linee di credito allo scopo di conseguire il raggiungimento degli obiettivi di un piano industriale con previsione 2012 – 2015”.
Il piano è stato rivisitato da Roland Berger, nota azienda di consulenza strategica che lo ha analizzato confermandone la validità – in totale si parla di 43 milioni di euro, 19 dei quali legati al piano di sviluppo strategico – e dando parer positivo, allo stesso tempo, riguardo la correttezza della previsione di crescita del fatturato, come previsto dal piano, dai 538 mln di euro del 2011 ai 592 mln di euro del 2015 (+ 12%). Confermata anche la crescita dei livelli occupazionali in linea con la crescita dei volumi passando dai 1.053 del 2012, rispetto ai 1.028 del 2009, ai previsti 1,091 del 2015.
Riguardo invece alla situazione d’indebitamento di CAS con le banche, Pastoret ha riportato le cifre estratte dagli ultimi bilanci approvati: “Al 31 dicembre 2010, il debito era di 154 milioni di euro, mentre nel 2011 è sceso a 135 milioni di euro (dei quali 12 con Finaosta). Al 30 aprile 2012 la cifra si attesta sui 139,494 milioni di euro. In ogni caso, l’azienda ancora in questi giorni ha ribadito la sua volontà di perseguire il suo piano di sviluppo strategico per il triennio 2012/2015”.
"La tenuta sostanziale del livello delle commesse hanno consentito – ha continuato Pastoret – sia pur in quadro, per ora, leggermente al disotto delle previsioni, di contenere il ricorso alla cassa integrazione che nei primi 5 mesi del 2009 e del 2010 è stato assai più marcato. Nel 2011 la CIG fu assai contenuta nel primo semestre ma si innalzò poi nel corso nell’anno". Le ore dei primi 5 mesi di quest’anno sono state 17.404.
“E’ naturale che la nostra preoccupazione rimanga – ha replicato il consigliere del Pd, Raimondo Donzel – l’accordo di aprile scade a luglio: ci sono tutti i presupposti per rinnovarlo ma dobbiamo comunque rimanere con gli occhi ben aperti. La ripresa della cassa integrazione indica che produzione è strettamente legata all’andamento dei mercati e la crisi dell’acciaio è sotto gli occhi di tutti. Vorremmo che ci fosse un monitoraggio più stretto, trimestrale”.

