Comune di Aosta e Cgil alla rottura totale. E’ saltato anche l’ultimo tentativo di confronto

Il 23 dicembre scorso la presidenza del Consiglio comunale aveva fissato un incontro con i vertici del sindacato, ma l'invito è andato a vuoto. Favre: 'Un gesto di estrema scortesia'. Per la Cgil il Comune ha aspettato troppo.
Municipio di Aosta
Economia

Ormai è rottura totale fra il Comune di Aosta e la Cgil. Dopo alcuni mesi di rapporti sempre più tesi, è saltato anche l’ultimo tentativo di aprire un confronto fra l’amministrazione e la Funzione pubblica di Cgil.

L’ufficio di presidenza del Consiglio comunale del capoluogo, infatti, aveva organizzato per il 23 dicembre scorso un incontro con i capigruppo e i vertici del sindacato, ma i rappresentanti dei lavoratori hanno declinato l’invito. “Siamo di fronte ad un evidente e spiacevole gesto di estrema scortesia nei confronti del Consiglio comunale e dell’Ufficio di presidenza” hanno dichiarato oggi, mercoledì 31 dicembre, il presidente dell’assemblea civica Renato Favre e la vicepresidente Patrizia Carradore. “Nel deplorare quanto accaduto e la mancanza di rispetto per l’Istituzione – hanno dichiarato in una nota – ricordiamo che erano stati i rappresentati della stessa Organizzazione sindacale a richiedere un incontro con i Consiglieri, pur trattandosi di una prassi non codificata e del tutto fuori luogo, stante l’incompetenza dell’Assemblea in materia di rapporti di lavoro dei dipendenti comunali”.

“Abbiamo inviato una richiesta di confronto rivolta ai consiglieri comunali e agli assessori il 25 ottobre – dichiara invece il responsabile di Cgil – funzione pubblica, Marco Lo Verso -. L’incontro è stato organizzato circa due mesi dopo e senza la presenza degli assessori. Il comune ha tardato talmente tanto a darci una risposta che abbiamo dovuto intraprendere altre strade per difendere i nostri iscritti. Per alcune situazioni specifiche esistono dei tempi dettati dalla legge e abbiamo proceduto ad aprire un tavolo di conciliazione alla Direzione regionale del Lavoro. Al momento è difficile prevedere se sarà necessario andare dal giudice del lavoro”.

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