Neppure stavolta le aziende hanno risposto all’appello. E’ andata deserta la seconda gara d’appalto bandita dal comune di Aosta, che sperava di trovare un’azienda alla quale affidare un servizio di ricerca e gestione di sponsor e spazi pubblicitari. Si tratta del primo comune d’Italia ad avere tentato di sperimentare questa formula, ma il risultato è un altro buco nell’acqua.
C’è stata qualche tiepida manifestazione di interesse, che però si è limitata alla proposta di sponsorizzare alcuni eventi isolati. Eppure nel 2007 il consiglio comunale di Aosta aveva approvato un regolamento sulla gestione delle sponsorizzazioni che facilitava la possibilità di coinvolgere, in interventi ed iniziative comunali, dei soggetti privati, in qualità di sponsor.
L’iniziativa, secondo le intenzioni dell’amministrazione, avrebbe potuto generare interessanti sviluppi e collaborazioni.
Dopo il fallimento della prima gara d’appalto, i requisiti del bando erano stati in parte modificati, per incoraggiare le aziende a farsi avanti, ma è stato tutto inutile.
Tra i vincoli da mantenere negli accordi di sponsorizzazione, c’era il perseguimento del pubblico interesse, l'esclusione di conflitti di interesse tra settore pubblico e privato, e un beneficio economico per il Comune, consistente in un risparmio di spesa o un maggiore introito. Era inoltre prevista la possibilità di attuare una sponsorizzazione passiva, tramite cui il privato avrebbe potuto pubblicizzare la propria attività tramite un canale della pubblica amministrazione, pagando il servizio o fornendo in cambio beni e servizi.
