La spesa per gli enti locali in 15 anni si è quintuplicata, i trasferimenti al settore industriale sono rimasti invariati e l’agricoltura succhia troppe risorse pubbliche rispetto al suo peso nella costruzione del Pil regionale. E’ la sintesi, estrema, del ‘bilancio ombra’ realizzato da Confindustria Valle d’Aosta a partire dal 1990 che ha analizzato e riclassificato i bilanci consuntivi della Regione suddividendo le spese per centri di costo indipendentemente dal settore di provenienza o di destinazione.
“E’ uno studio interno – ha detto il presidente Giuseppe Bordon, durante la l’assemblea annuale degli industriali valdostani – ma vorremmo confrontare il nostro metodo con la Regione e se può essere utile per capire dalla dinamica delle spese”. Da questa analisi emerge che, confrontando le spese destinate ai vari settori paragonati al Pil, le risorse attribuite all’agricoltura sono pari al 90% del Pil di settore, mentre all’industria e all’artigianato spetta il 3-4% del valore aggiunto da loro prodotto, ai servizi è andato poco meno del 5% e quote analoghe si registrano per commercio e alberghi. Come dire, l’agricoltura ‘succhia’ risorse pubbliche sproporzionate rispetto alla costruzione del prodotto interno lordo.
Il presidente di Confindustria Valle d’Aosta ha puntato il dito anche contro la macchina amministrativa: “Abbiamo più volte denunciato la lentezza burocratica. Perché scrivere solo il termine massimo entro il quale deve essere emanato un provvedimento, non potremmo indicare anche un termine minimo e valutare la produttività degli uffici sul numero delle pratiche concluse nel tempo minimo?”.
Ed è proprio su questo punto che si è soffermato, in modo particolare, il neo presidente della Regione Augusto Rollandin. “C’è un sistema di autoconservazione – ha detto – ai vertici del nostro apparato amministrativo regionale che ingessa il sistema. Ci stiamo interrogando su come introdurre criteri di merito e di questo parleremo in modo particolare con i sindacati”.
E ancora uno sguardo al sistema dell’istruzione. “E’ di questi giorni la notizia – ha dichiarato Bordon” che all’istituto professionale di Verrès sarà chiuso il corso per meccanici per scarsità di iscrizioni. Dichiaro fin d’ora la nostra disponibilità a partecipare a qualsiasi iniziativa per evitare questa chiusura e dare nuovo slancio a un corso essenziale per il nostro settore”.