Contratto integrativo impianti a fune, i sindacati: “Attacco forte al settore”

L'integrativo, secondo quanto riferito dai sindacati, pesa in busta paga per 250/300 euro al mese. I sindacati avevano chiesto un aumento di 90 euro nel triennio. Disdetti anche gli accordi aziendali.
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Economia

Sindacati esterrefatti per la scelta dell’Avif (l’Associazione valdostana impianti a fune),  arrivata questa mattina, di cancellare il contratto integrativo regionale dei 961 addetti del settore, 2/3 dei quali stagionali. "Abbiamo ricevuto la comunicazione nello stesso momento dei media. – spiega Antonio Fuggetta della Cgil  – Non era mai successo nella storia sindacale che con il tavolo della trattativa ancora aperto il contratto integrativo venisse disdetto cosi come gli accordi aziendali. E’ un atteggiamento inusuale".

Le organizzazioni sindacali avevano consegnato nel maggio scorso la piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto nell’ottobre scorso, dopo aver avviato già da mesi il confronto. "L’ultima mail era arrivata 15 giorni fa con la richiesta di fissare una data per il confronto" ricorda Fuggetta. Poi la scelta di oggi dell’Avif di fare marcia indietro.

"Si tratta di un attacco forte a questo settore – spiega Fuggetta – cresciuto dal punto di vista del contratto regionale". L’integrativo, secondo quanto riferito dai sindacati, pesa in busta paga per 250/300 euro al mese. I sindacati avevano chiesto un aumento di 90 euro nel triennio.

"Abbiamo convocato per lunedì prossimo i delegati – conclude Fuggetta – ed è nostra intenzione batterci con forza per quanto ottenuto in 30 anni di contrattazione. Siamo disposti a parlare di sviluppo e investimenti del settore ma non si può farlo se si comincia ad abbassare il potere d’acquisto dei lavoratori, due terzi dei quali precari, perché altrimenti finiamo per parlare sempre e solo di recessione".

Nei mesi scorsi la situazione degli addetti degli impianti a fune era arrivata in Consiglio Valle con un’interrogazione dell’allora consigliere Uvp, Luciano Caveri, nella quale si faceva riferimento proprio a possibili tagli ai trattamenti economici degli addetti. All’epoca l’Assessore regionale ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz aveva spiegato come "non essendo ancora iniziata la trattativa per il rinnovo contrattuale ogni ipotesi in merito al trattamento economico è prematura e infondata".

 

 

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