Non si intravedono ancora vie d’uscita dal tunnel della recessione economica nel quale anche la Valle d’Aosta è entrata negli ultimi anni.
L’annuale relazione della Banca d’Italia dedicata al sistema economico valdostano lascia aperte poche speranze e come spiega a conclusione della presentazione, il direttore della filiale di Aosta Gennaro Maria Argirò, "queste dinamiche congiunturali si trascineranno anche per tutto il 2013 e la ripresa nell’arco del 2014 non compenserà la caduta degli ultimi due anni".
Nel 2012, secondo le stime di Prometeia, il prodotto regionale in termini reali è diminuito dell’1,8 per cento, in misura inferiore alla media nazionale (2,4). A essere maggiormente colpiti dalla crisi sono stati i settori industriali (ad esclusione dell’agroalimentare e della componentistica per auto) e delle costruzioni. In particolare per l’industria il valore aggiunto è diminuito del 3%. Il fatturato si è contratto, determinato da un calo delle vendite sia sul mercato interno che su quello estero. La spesa per investimenti delle imprese manifatturiere è diminuita mentre è stata più sostenuta quella delle aziende del comparto energetico.
Crisi ancora più nera per l’edilizia con un valore aggiunto del comparto ridottosi del 6,4 (nel 2011 era del 2,3). In base ai dati forniti dalla Cassa edile regionale le imprese iscritte con almeno una denuncia sono calate del 4,5% mentre il numero totale dei lavoratori è sceso dell’1,5%. A influire su questo quadro è stata la flessione della domanda sia privata (-22,7%) che pubblica (-17,6% con una parallela riduzione degli importi dei bandi del 48%).
Difficoltà più contenute si sono registrate invece nel settore dei servizi, con un valore aggiunto ridotto dello 0,6%, spiegato soprattutto dal comparto del commercio che ha risentito del minore potere d’acquisto delle famiglie e della debolezza dei trasporti. Analizzando quest’ultimi lo studio di Bankitalia mostra come nel 2012 si è registrato un calo dell’8,1% dei passaggi nei trafori e nelle autostrade valdostane. "Una riduzione più intensa per il transito dei mezzi leggeri (-8,9%) rispetto ai mezzi pesanti (-4,9%). Proprio i trasporti vengono poi indicati dalle imprese, intervistate da Bankitalia, come uno dei fattori che hanno influenzato il funzionamento dei servizi logistici: tariffe care, poca disponibilità, qualità e efficienza nelle infrastrutture, scarsa funzionalità dei raccordi multimodali.
In questo contesto la crisi si riflette sul mondo del credito che vede diminuire i prestiti bancari sia per le imprese che per le famiglie. Dinamica spiegata da una parte dalle difficoltà di accesso al credito e dall’altra dalla diminuzione della domanda. Nel primo trimestre del 2013 il dato torna positivo ma solo per le imprese.
L’andamento negativo dei finanziamenti alle famiglie riflette la contrazione sia dei mutui immobiliari sia del credito al consumo. Calano le erogazioni per l’acquisto di abitazioni. Tuttavia le famiglie valdostane presentano "indebitamenti più sostenibili rispetto all’area del Nord-Ovest" con mutui intorno ai 53mila euro.
Peggiora la qualità del credito con un aumento delle nuove sofferenze tra le imprese, in particolare quelle del settore delle costruzioni.
"Questa situazione – ha concluso il direttore della filiale di Aosta Gennaro Maria Argirò – richiede anche in Valle degli interventi decisivi per recuperare quei margini di competitività che ci sono e sono ampi".
