Crisi, imprenditori sempre più pessimisti. “Servono certezze e politiche concrete”

L’indagine previsionale relativa al quarto trimestre di quest’anno, effettuata da Confindustria Valle d’Aosta fotografa una crisi ancora in pieno corso. Le deboli speranze del trimestre precedente sono tramontate. Negative le previsioni sull'occupazione.
La conferenza stampa di Confindustria
Economia

Il debole ottimismo fatto registrare nel trimestre precedente sembra definitivamente tramontato. L’indagine previsionale relativa al quarto trimestre di quest’anno, effettuata da Confindustria Valle d’Aosta fotografa una crisi ancora in pieno corso e dalla quale non si vedono vie di uscita.

“I risultati dell’indagine relativa al quarto trimestre 2013 – spiega il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Monica Pirovano – non permettono di nutrire eccessive speranze sui tempi di avvio rapido della ripresa. Questo clima di incertezza e il permanere di condizioni difficili sul fronte della liquidità e del credito contribuiscono a indebolire i timidi segnali di miglioramento e dilazionano la ripresa. L’imprenditoria valdostana, nel suo sforzo per uscire dalla recessione, ha bisogno di certezze, di politiche concrete e strutturate che diano un maggiore sostegno alla crescita, agli investimenti ed ai consumi delle famiglie”.

Tornano o rimangono al segno negativo quindi le previsioni per la composizione del carnet ordini, per il recupero crediti sia dalle pubbliche amministrazioni che dai privati, per la produzione e i nuovi ordini cosi come per l’occupazione. Resta stabile invece il grado di utilizzo degli impianti (pari al 63,25%) e i programmi di investimento stabiliti in precedenza. A far registrare i dati migliori in questo quadro è il settore manifatturiero.

“Anche per i prossimi mesi del 2013 – spiega in una nota Confindustria – le previsioni per gli imprenditori almeno fino a dicembre, non sono orientate all’ottimismo e non lasciano intravedere una svolta nel lungo ciclo recessivo. “

Il 67,74 % degli intervistati indica un ritardo negli incassi ritornando ai valori del I e II trimestre. I tempi medi di pagamento dai privati passano da 89 del trimestre precedente ad 88 giorni dell’attuale mentre dalla pubblica amministrazione, 93 del trimestre precedente ai 95 giorni dell’attuale.

Peggiora il saldo tra imprenditori ottimisti e pessimisti, in merito alla produzione per tutti i settori produttivi. Se nello scorso trimestre si registrava un +10% oggi il valore torna negativo, -19,35%.
Le indicazioni relative all’acquisizione di nuovi ordini vedono il 38% di pessimisti e solo il 7% di imprenditori ottimisti, con un saldo ottimisti-pessimisti negativo, pari a -31,03%, in calo di più di 15 punti percentuali rispetto al trimestre precedente (- 14,81%). A incidere maggiormente su questo valore negativo sono le indicazioni provenienti dalle imprese legate all’edilizia e al turismo.

Migliori sono invece le previsioni per gli ordini dall’estero:  il 23% segnalano una crescita contro il 27% che mettono in conto una   diminuzione sono il 27%. Il saldo ottimisti pessimisti resta negativo, pari ad un -4,55%.
In linea con i dati relativi al carnet ordini, scendono al 22,86% (rispetto al 26,47% del trimestre precedente), le imprese che stanno programmando investimenti per ampliamenti per i prossimi mesi, mentre salgono al 28,57% coloro che li prevedono per sostituzione; si attesta al 49% la percentuale di imprese che non prevedono investimenti.

Situazione ancora più nera sul fronte occupazionale dove le previsioni passano da un -2,86% fatto registrare lo scorso trimestre ad un -20% dell’attuale. Di pari passo crescono  le aziende che ritengono di dover utilizzare lo strumento della cassa integrazione: dal 8,57% del terzo trimestre si passa ad un 22,86% dell’attuale.
 

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