C’è poca fiducia nel futuro da parte degli imprenditori valdostani. A dirlo sono l’indagine previsionale del secondo trimestre 2012 di Confindustria e l’ottavo Rapporto sulle Piccole Imprese di UniCredit.
Secondo la rilevazione dell’Associazione degli industriali “la preoccupante fase recessiva in atto influenza l’andamento dell’attività dell’industria valdostana che continua a mostrare segni di debolezza, anche se il quadro congiunturale evidenzia alcuni lievi segnali di recupero nel secondo trimestre 2012.”
In particolare a fine marzo 2012 le imprese intervistate hanno fatto registrare una flessione degli ordini da uno a tre mesi e oltre i tre mesi, mentre gli ordinativi per meno di un mese sono raddoppiati. Un dato che conferma la scarsa visibilità sul futuro. Aumenta il tasso di utilizzo degli impianti, salito di circa 3 punti percentuali, ma resta su livelli bassi (66,43%) simili a quelli del 2009. Ancora scarsi gli investimenti per ampliamenti (20%) o addirittura assenti quelli per sostituzione per la maggioranza delle imprese.
Tra i maggiori problemi delle imprese: i ritardi negli incassi con pagamenti arrivati a 93 giorni circa. A questo si aggiunge poi la difficoltà di ottenere il credito e il costo del denaro reso troppo caro per gli eccessivi spread applicati. “L’onda lunga della crisi è destinata a farsi sentire anche nei prossimi mesi. Le previsioni per il secondo trimestre – sottolinea in una nota Monica Pirovano Presidente di Confindustria Valle d’Aosta ‐ sono improntate infatti all’attesa e non introducono particolari elementi di novità per il breve periodo, soltanto i mercati esteri e la produzione mantengono un trend positivo, in recupero sui livelli dei mesi precedenti. Le difficoltà dell’industria valdostana sono anche alimentate dalla mancanza di liquidità delle imprese che va attribuita sia alla contrazione dei finanziamenti da parte delle banche, che al costante fenomeno dei ritardati pagamenti”.
Previsioni positive per la produzione
Lievi segnali di miglioramento si possono vedere sul fronte della produzione che recupera di 13 punti percentuali sul precedente trimestre e segna un dato positivo del 7%. Ad essere interessato da questo recupero di capacità produttiva è soprattutto il comparto manifatturiero (reparto metalmeccanico). Il 38% delle aziende attende volumi in aumento, contro il 13% del periodo precedente. Speranze arrivano poi dai mercati esteri, sempre per il comparto metalmeccanico. Infine per quanto riguarda l’occupazione, l’80% delle imprese prevede di mantenere inalterata l’occupazione, mentre crescono le previsioni di ricorso agli ammortizzatori sociali, soprattutto nel settore manifatturiero.
L’Ottavo Rapporto sulle Piccole Imprese di Unicredit
Un suggerimento per uscire dalla crisi arriva alle piccole imprese valdostane dall’Ottavo Rapporto sulle Piccole Imprese di Unicredit, presentato oggi, nell’ambito del Consiglio di Territorio Valle d’Aosta.
Il documento conferma la scarsa fiducia degli imprenditori valdostani. Posto a 100 il limite di fiducia, nel 2011 gli imprenditori hanno espresso un indice di fiducia pari a 85, 16 punti in meno rispetto a quello del 2010. Un certo margine di ottimismo lo segnalano altri indicatori fra cui la fiducia nei tempi di incasso, pari a 108.
Secondo il rapporto la ricetta per uscire dalla crisi è di puntare sui mercati esteri ma per farlo bisgna aggregari e collaborare attraverso i contratti di rete. “Notiamo, tra le pmi della Valle d’Aosta, un interesse crescente per le reti d’imprese e le altre forme di collaborazione strategica possibili, sottolinea Vladimiro Rambaldi responsabile Nord-Ovest di Unicredit – tuttavia in questa regione a fronte di trattative in corso non sono stati ancora siglati contratti di questo tipo. Quello che è necessario ora è un vero proprio salto culturale nel modo di fare impresa e di approcciare i mercati”
Se i contratti di rete quindi non si sono ancora imposti in Valle diverso è il discorso per quanto riguarda altre forme di cooperazione: con il 53% delle imprese valdostane che registra livelli di collaborazione a media e alta intensità.
Quest’ultime nell’ultimo anno sono riuscite poi grazie a queste collaborazioni ad acquisire nuove funzioni aziendali, ad esempio nuove tecniche manageriali o nuove modalità di organizzazione del lavoro o ancora ad acquisire una propria rete di fornitori e ad ampliare i committenti anche all’estero.
Inoltre collaborare sembra fare rima con innovare se è vero che in Valle d’Aosta tra le imprese innovative sono più numerose le aziende che hanno in essere forme di collaborazione. “Questa evidenza – spiega il Rapporto – si riscontra soprattutto nel caso dell’introduzione di prodotti o servizi tecnologicamente nuovi (innovazione di prodotto), con il 60% delle imprese innovative che collabora in rete. Rilevante anche il dato relativo alle imprese che hanno introdotto processi di produzione tecnologicamente nuovi (innovazione di processo): il 56% infatti collabora con altre imprese. “

