E’ allarme disoccupazione giovanile in Valle d’Aosta. Negli ultimi quattro anni il tasso di disoccupazione per i giovani nella fascia fra i 15 – 24 anni è raddoppiato, passando da 10,4 punti percentuali del 2008 al 22.4% del 2011, contro una media nel Nord Ovest del 22,2%. Cresce, anche se in misura inferiore, la disoccupazione nella fascia 25-34 anni, arrivando al 7,2% del 2011.
La Regione corre, quindi, ai ripari e sfruttando le risorse del Fondo sociale europeo, mette in campo un Piano straordinario per i giovani da 16 milioni e 445 mila euro.
Il progetto, che prevede tra l’altro di riprogrammare la dotazione finanziaria del Programma Operativo Occupazione FSE 2007-2013 della Regione, sarà presentato nei prossimi giorni al Comitato di Sorveglianza. Una volta acquisito il parere favorevole di quest’ultimo la proposta arriverà alla Commissione europea. Nello specifico, la proposta di riprogrammazione, prevede la riduzione del cofinanziamento nazionale e l’utilizzo di tali risorse per il Piano Giovani.
La necessità di questo piano, come si legge nel documento, deriva non solo dalle criticità “connesse alle opportunità di occupazione e crescita della popolazione giovanile” ma anche dai “recenti processi di riforma del mercato del lavoro, in particolare le nuove disposizioni in materia di apprendistato e le disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro che occorre accompagnare con interventi mirati, ma anche i processi di riforma dei sistemi di istruzione e formazione, rispetto ai quali sono ancora molti gli interventi che occorre sperimentare ed implementare. “
Il piano si concentra quindi sulla prevenzione della dispersione scolastica e formativa e sulla qualificazione dei giovani.
I ragazzi valdostani, guardando infatti ai dati, sono meno scolarizzati rispetto ai loro coetanei delle altre regioni del Nord. Nella fascia 18-24 anni il 21,2% della popolazione ha smesso di studiare e possiede solo la licenza media. I laureati nel 2011 sono solo l’11% della popolazione contro una media nazionale del 14,8% e del Nord Ovest del 15,6%. Anche il tasso di scolarizzazione superiore, relativo sia alla popolazione, che alla sola fascia di età 20-24 anni, risulta inferiore alla media nazionale ed a quella delle regioni del Nord Ovest.
Per fronteggiare questa situazione, quindi, il piano prevede: interventi formativi rivolti ai giovani, soprattutto ai minorenni, che hanno abbandonato i percorsi scolatici e/o formativi senza aver ottenuto nessun titolo o qualifica; finanziamenti per le botteghe di mestiere; sperimentazione di interventi per attuare il processo di riforma dell’apprendistato (sopratutto l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e quello di alta formazione e di ricerca). Inoltre altri interventi riguardano il sostegno all’inserimento lavorativo di giovani, laureati e dottori di ricerca, in particolare in settori innovativi e ad alta tecnologia; incentivi economici alle imprese per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani disoccupati e incentivi e servizi per la creazione e lo sviluppo di impresa e di attività di lavoro autonomo.

