“Emergenza giovani e scuola”, la ricetta di Bankitalia contro la crisi

Presentato oggi, lunedì 11 giugno, il Rapporto annuale sull’economia della Valle d’Aosta. Aumenta la disoccupazione, soprattutto fra i giovani. Alla base tassi di abbandono troppo alti e livelli di scolarizzazione bassi.
Banca d'Italia
Economia

“Non si può continuare a vivere di rendita sulle ricchezze accantonate nel passato. Ora è necessario investire se si vuole uscire dalla crisi”. Parole del direttore della filiale di Aosta della Banca d’Italia, Gennaro Argirò, che oggi, lunedì 11 giugno, ha presentato il Rapporto annuale sull’economia della Valle d’Aosta.

Investire sui giovani
Secondo Bankitalia, dunque, è necessario investire sui giovani se si vuole fronteggiare gli effetti della congiuntura economica. Ma è proprio su questo aspetto che la Valle vive una delle difficoltà maggiori. La disoccupazione giovanile nella nostra regione tocca punte superiori alla media: nella fascia d’età fra i 15 e i 24 anni la disoccupazione tocca il 22,4% contro un 22,2% nel Nord Ovest. Solo due decimali in più, si potrebbe obiettare, ma in realtà la disoccupazione in Valle è del 5,3% contro il 6,3% del Nord Ovest e dunque il peso sulla componente giovanile è maggiore.
Molte le cause alla base di questo fenomeno. E fra le principali c’è il funzionamento della scuola: in primo luogo tassi di abbandono troppo alti e livelli di scolarizzazione bassi. Un dato su tutti. Sono troppi i ragazzi tra i 18 e i 24 anni che hanno al massimo un’istruzione secondaria inferiore e che non partecipano ad attività formative successive. Nel 2010 erano il 21,2% contro il 18,0% del Nord Ovest e contro il 18,8% della media nazionale. Poca preparazione, quindi, esclude dal mercato del lavoro soprattutto nei momenti di crisi. “In Bassa Valle – ha raccontato Argirò – ci sono imprese che fanno fatica a trovare giovani ben addestrati e vanno ad attingere fuori regione per trovare le competenze necessarie alla produzione”.

Imprese piccole e fragili
“Ci sono imprese medio-grandi – dice ancora Argirò – che si stanno comportando in modo aggressivo per superare la crisi investendo. Ma il 95% delle aziende valdostane sono piccolissime, poco patrimonializzate e mediamente troppo indebitate”. Il Pil ha subito un brusco rallentamento e anche la Valle sarà in recessione nel 2012. “Bisogna aiutare le imprese a capire come muoversi per superare le difficoltà – sottolinea il direttore della Banca d’Italia – i contributi regionali sono essenziali, ma chi si basa solo su questo ha una strategia miope. Le imprese devono farcela da sole”.

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