Estate tragica per il turismo in Valle d’Aosta?

Colpevoli o conseguenza naturale del mercato globale? Riflessioni su un periodo particolarmente delicato del turismo di casa nostra. Per uscire dalla crisi serve innovare e comunicare.
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Titoli catastrofici e dichiarazioni da bandiera bianca, davvero il turismo valdostano è così in difficoltà? Cosa si può fare per rientrare in gioco? TurismOK prova a dare qualche ricetta. La discussione non può che partire da un’attenuante evidente che purtroppo annoveriamo, vale a dire il maltempo, estati così piovose non si vedevano da tempo, senz’altro a farne le spese un po’ tutte le imprese che di turismo vivono, in particolar modo quelle all’aria aperta.

Detto del tempo, siamo convinti che gran parte delle questioni sarebbero migliorabili intervenendo su alcuni temi, su tutti le modalità e forme di comunicazione delle imprese e l’innovazione. Alcuni modelli di impresa e soprattutto di gestione del territorio sono ormai obsoleti, mai come adesso occorre cambiare atteggiamento ponendosi una volta per tutti dal punto di vista degli ospiti e lasciando da parte logiche di gestione miopi e improduttive.

Un po’ di autocritica, se costruttiva, è sempre importante ma è bene anche doveroso prendere atto definitivamente che è cambiato il mercato ed alcune riduzioni delle presenze possono essere anche fisiologiche. Al pari della Valle d’Aosta, infatti, tantissime altre destinazioni turistiche dell’arco alpino lamentano gli stessi problemi. Mal comune mezzo gaudio? Forse no, ma è un dato di fatto che la società globale consente ai viaggiatori infinite proposte. Per tale motivo i clienti non si trovano più ad attendere dietro alla porta di casa, ma occorre letteralmente andarseli a prendere.

Nessuno di noi ha la bacchetta magica ma senza dubbio con una migliore politica commerciale e con una comunicazione adeguata si può ancora dire molto. Se a livello di singola impresa la situazione è leggermente più facile da risolvere più complesso è sradicarne i problemi di gestione territoriale del turismo locale.
Essi sono essenzialmente legati ad organizzazioni inefficaci dal punto di vista commerciale e perlopiù disaggregate. Anche i nuovi Club di prodotto faticano nei loro obiettivi a causa di un mal concepimento dello strumento di “club marketing”, per definizione attività riservate alle imprese ricettive e non ad altri soggetti. Tale approccio sbagliato pone erroneamente in competizione club di prodotto e consorzi territoriali.

Per tornare alle imprese serve maggiore attenzione commerciale e migliore comunicazione, fino ad oggi le aziende valdostane hanno sempre investito moltissimo in mattone ma poco o nulla in comunicazione di marca. Tutto ciò non va più bene e rappresenta una gestione di impresa superata. Per le organizzazioni invece la necessità di riorganizzarsi e lavorare in squadra promuovendo tutti insieme il brand Valle d’Aosta e nient’altro.
 

A CURA DI TURISMO OK

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