"I nostri 35 litiganti presentino e approvino subito una nuova legge regionale per sanare la situazione". Cosi in una nota Confcommercio Valle d’Aosta commenta la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato in parte la legge 5 del 2013.
"Confcommercio – si legge nella nota – ha condotto una lunga battaglia perché la legge regionale rispettasse il valore dei negozi di prossimità. Abbiamo condotto campagne stampa e pressato la politica valdostana perché recepisse la funzione sociale dei nostri negozi di montagna. Abbiamo chiesto pareri a costituzionalisti di chiara fama ed abbiamo contribuito ad redigere un testo che rispondesse alle esigenza di tutela dei piccoli esercizi. Nella condotta di quella che è stata una nostra lunga e giustificata crociata, abbiamo avuto ,anche, un cospicuo supporto delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione della passata." Battaglia che ora è stata però, spiega l’Associazione "vanificata dalla sentenza della Corte Costituzionale".
"Ora agli esercenti dei piccoli negozi – spiega l’Associazione – non rimane che andare a palazzo regionale e consegnare le chiavi dei propri esercizi già in ginocchio per la pesante crisi.I nostri 35 legislatori regionali da quasi tre messi hanno bloccato ogni attività politica per una questione di poltrone. C’è chi vuole sostituirsi a chi governa pur non avendo i numeri; chi governa non ha i numeri per farlo e così tutto rimane bloccato e lo Stato ci aiuta ad andare a picco. Le liberalizzazioni vanno bene ma è necessario tutelare gli esercizi di prossimità che hanno contribuito alla crescita della Valle d’Aosta. "
L’appello quindi a tutto il Consiglio regionale. "Sollecitiamo i litiganti – scrive nella nota Confcommercio – a mettere da parte le velleità di potere e dedicarsi per qualche mese alla tutela di chi crea reddito e ricchezze per i bilanci regionali a differenza, invece, di multinazionali o grossi gruppi che fanno della speculazione l’atteggiamento giornaliero e perpetuo e non premiano le eccellenze agroalimentari valdostane, che sono parte integrante ed importante dell’economia valdostana. Chiediamo l’impegno a rimuovere una sentenza che ha per effetto la marginalizzazione o la scomparsa delle piccole imprese di distribuzione e che non gioverebbe affatto alla concorrenza ma priverebbe i consumatori degli specifici vantaggi, in termini di qualità e varietà dell’offerta, di accessibilità dei servizi propri della piccola distribuzione".
