Green Pass, i timori dei sindacati a due giorni dall’entrata in vigore

Nuovo confronto ieri con Regione e oggi con il Celva. I sindacati alla Regione hanno ribadito la richiesta di garantire i tamponi a tutti i lavoratori non vaccinati. Barmasse: "Purtroppo anche questa delicatissima situazione che si sta creando alla vigilia del 15 ottobre rischia di ripercuotersi negativamente sul settore sanitario".
Incontro Green Pass fra sindacati
Economia

“Lo scopriremo solo vivendo” cantava Lucio Battisti. A due giorni dal D-Day sull’obbligo del Green Pass per tutti i lavoratori persiste lo stato di incertezza. Dopo il nuovo confronto avuto ieri con la Regione e il faccia a faccia di oggi con il Celva, i sindacati sono concordi nel dire che è impossibile ad oggi dire cosa succederà dal 15 ottobre.

“Aspettavano il decreto di ieri per avere un quadro più chiaro.” sottolinea Igor de Belli della Cgil “L’impressione è che questa roba crei e metta in difficoltà tutti. Ribadiamo come il vaccino sia lo strumento giusto per combattere la Pandemia, ma il Green Pass ha degli aspetti critici non indifferenti e di cui ad oggi non abbiamo cognizione”. 

I sindacati alla Regione hanno ribadito la richiesta di garantire i tamponi a tutti i lavoratori non vaccinati. “Il servizio va potenziato – aggiunge Ramira Bizzotto della Uil  – capiamo che ci sia una carenza di personale infermieristica, ma chiediamo che come già fatto in passato si faccia un piano reclutando anche personale in pensione affinché tutti con regolarità possano accedere ai tamponi”. Risponde a margine dell’incontro di ieri l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse: “Purtroppo anche questa delicatissima situazione che si sta creando alla vigilia del 15 ottobre rischia di ripercuotersi negativamente sul settore sanitario. Considero molto problematica l’ipotesi di distogliere personale dell’azienda Usl dai malati per potenziare i tamponi. L’azienda ha già fatto uno sforzo aggiuntivo, penso che di più non possa fare. Nel frattempo la criticità connessa alle farmacie comunali si sta risolvendo”. 

Il timore che alcuni servizi essenziali possano da venerdì essere intaccati esiste. “Abbiamo chiesto a Regione e Celva di poterci incontrare tempestivamente laddove dovessero emergere delle problematiche sulla tenuta funzionale di un ente pubblico o di un’azienda privata” racconta ancora De Belli. Proposta condivisa dalla Regione, come spiega il vice presidente Luigi Bertschy: “A questa riunione seguiranno altri incontri. In un momento di completa assenza di dati, è necessario che Regione, Sindacati e Aziende condividano le proprie conoscenze per valutare eventuali specifiche difficoltà ed eventuali situazioni di criticità.  È importante condividere un metodo di lavoro comune, cercando da parte della politica e da parte di tutte le forze sociali di moderare i toni per non alimentare divisioni”.

Fra i settori sotto i riflettori dei sindacati della funzione pubblica quello dei vigili del fuoco, del corpo forestale valdostano ma anche dell’assistenza domiciliare Ramira Bizzotto della Uil. “Va garantito uno standard minino e se sono troppe le Oss non vaccinate il rischio è di perdere anche l’accreditamento. Chiediamo che se il servizio è solo di tipo “alberghiero” venga gestito da personale ausiliare”.

L’altra richiesta arrivata da Cgil, Cisl e Uil è di aprire un tavolo di discussione su alcuni istituti contrattuali come la malattia, l’infortunio o la 104. “Se un lavoratore è in malattia da agosto, dal 15 ottobre non può subire penalizzazioni – racconta Barbara Abram della Cisl – mentre ci sono enti che dicono già che chi non ha il Green Pass non sarà remunerato” .

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