“Al Governo regionale non chiediamo la creazione di posti di lavoro, consapevoli che questo spetti principalmente al sistema delle imprese. L’amministrazione deve però porre le basi e fornire gli strumenti affinché si creino quelle condizioni positive per creare lavoro e coloro che vogliono fare impresa possano investire e operare, per una crescita reale e possibilmente duratura dell’economia valdostana. “ Domenico Falcomatà, segretario regionale della Cgil ha snocciolato, a nome dei sindacati riuniniti ieri a Verrès per la tradizionale manifestazione del 1° maggio, i numeri di una crisi, quella del mercato del lavoro valdostano, sempre più stringente. I dati che rendono meglio di altri il periodo attuale di congiuntura riguardano la disoccupazione che tocca quasi l’8% generale e supera la soglia del 25% reale, tra i giovani.
Nel quadriennio 2008-2012 si è avuta una diminuzione del tasso di occupazione dell’1,4% mentre i dati della partecipazione al mercato del lavoro testimoniano un +2,7%. La partecipazione al mercato del lavoro è in aumento di quasi un punto e mezzo percentuale ma il tasso di occupazione è inferiore di quasi 1,5%.
A chiudere il cerchio sono le ore di CIG nel 2012 che hanno registrato un aumento del 24 % rispetto al 2011.
Da gennaio a marzo la differenza totale Cigo +Cigs +Cig in deroga passa da 249.783 ore nel 2012 a 407.695 ore nel 2013, con un aumento di 157.912 ore, pari ad un +63,22%. I settori più in difficoltà e con più ore richieste restano il settore Meccanico, il settore del Commercio, il settore dell’Edilizia.
“Continua quindi la crisi – ha sottolineato nel suo intervento Domenico Falcomatà – e continua a calare il reddito per centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione. Ci sono molti lavoratori che ormai sono fuori o stanno per uscire, da tutte le coperture di welfare disponibili, poiché hanno completato i periodi previsti dalla normativa vigente. Il dato sull’aumento continuo della disoccupazione è anche una conseguenza di questa situazione. Per continuare a fronteggiare questa crisi di cui ancora non si vede la fine, restano indispensabili ammortizzatori e altri strumenti del welfare, che allarghino anche la copertura a lavoratori esclusi dai benefici anche dalla nuova normativa sul mercato del lavoro. “
Il settore più colpito dalla crisi è quello industriale mentre sul fronte opposto si trova il terziario che negli ultimi due anni ha visto crescere i propri addetti, “senza però arrivare a compensare le perdite del secondario, il che ha comportato un saldo complessivo negativo pari a circa 800 unità.”
"Anche se in un contesto nazionale – ha spiegato ancora il segretario della Cgil – la posizione della Valle d’Aosta, tra le regioni italiane, si conferma sui livelli più elevati per quanto riguarda il tasso di occupazione, mentre si colloca ai livelli più bassi con riferimento al tasso di disoccupazione, la nostra situazione è in continuo peggioramento e non abbiamo avuto fino ad oggi la percezione che si siano avviate per tempo efficaci politiche di contrasto che potessero invertire questo fenomeno che rischia di impoverire fortemente il nostro territorio. “
La crescita del terziario porta con sé un aumento dell’occupazione femminile (+4,3%), a fronte e a discapito di una sensibile riduzione di quella maschile che cala di -5,8%, rafforzando quindi il processo di femminilizzazione dell’occupazione regionale.
Altri aspetti del mercato del lavoro valdostano riguardano la crescita del lavoro subordinato (+2,5%), il rilevante calo dell’occupazione indipendente (-11,1%) e l’aumento del lavoro a termine (nel 2012 la quota di assunzioni a tempo determinato è arrivata all’84%) a discapito di quello a tempo indeterminato.
Infine la capacità di reddito dei valdostani. “Sebbene le famiglie residenti in Valle d’Aosta – ha spiegato Falcomatà – godano di un livello più elevato di reddito disponibile, si deve però sottolineare che in questo ultimo periodo esse sono state interessate da una caduta più importante di quella osservata per la gran parte delle altre regioni italiane. Per la Valle d’Aosta si osserva, infatti, una perdita del reddito del -2,3%, contro, ad esempio, ad un +0,4% per l’Italia, un -0,5% per il Nord-Ovest ed un +1,3% per il Nord-Est.”
I sindacati si sono detti quindi molto preoccupati per il futuro legato soprattutto alla prospettiva di una sensibile diminuzione delle risorse disponibili nel bilancio regionale. “E’ quanto mai necessario che la Valle d’Aosta – ha sottolineato il Segretario della Cgil – del presente guardi al futuro con politiche serie e attente per quanto attiene il lavoro.” Le forze sociali chiedono quindi interventi sulle infrastrutture valdostane, in primis nelle reti di trasporto e nell’alta velocità delle connessioni internet.
“E’ passato il tempo delle sperimentazioni, anche per quanto riguarda l’utilizzo dei Fondi europei, che nei prossimi anni saranno la fonte principale alla quale attingere denaro per gli investimenti. Investimenti che devono servire a fare economia e sistema, non altri contenitori vuoti senza destinazione e progettualità a lungo termine."
