Il Savt chiede ulteriori ammortizzatori sociali

La richiesta è contenuta nella mozione finale del XV° congresso del SAVT – Industria che si è riunitosi il 7 novembre a Charvensod. L’auspicio è anche il ritorno al dialogo e al confronto unitario tra le Organizzazioni Confederali in Valle.
Riccardo Borbey - SAVT
Economia
La necessità di “individuare ulteriori risorse per gli ammortizzatori sociali in modo particolare per tutelare chi si è trovato espulso dal mercato del lavoro ed è in cerca di  occupazione” è la richiesta contenuta nella mozione finale del XV° congresso del SAVT – Industria che si è riunito lo scorso 7 novembre a Charvensod.

Poiché il lavoro precario in questi ultimi anni ha assunto una dimensione sempre più vasta, il Savt ritiene “prioritario introdurre normative di legge e contrattuali che possano assicurare, al di la di un periodo di apprendistato, una giusta politica contrattuale per garantire la materia dell’inserimento, la formazione e il salario al fine di assicurare ai lavoratori il diritto al lavoro per una vita dignitosa”.  Nel prendere atto come in Valle d’Aosta siano state emanate diverse normative a favore delle persone svantaggiate e a sostegno delle famiglie per l’assistenza agli anziani e alla non autosufficienza, il sindacato ribadisce che il nuovo modello di contrattazione, “pur presentando ancora dei limiti, ha previsto tuttavia i due livelli di confronto ed ha introdotto un nuovo indicatore per rilevare il tetto di inflazione programmato da utilizzare per la parte economica”

 
Il Savt ritiene non più “prorogabile” la mobilitazione unitaria nei riguardi del Governo “per l’abbassamento delle tasse sui salari e sulle pensioni agendo sulle aliquote e sulle detrazioni fiscali”.L’auspicio finale, contenuto nella mozione, è la “ripresa del dialogo e un confronto  unitario tra le Organizzazioni Confederali a  tutti i livelli e, in particolare, nella nostra Regione, al fine di trovare  soluzioni comuni e concordate per la difesa dei lavoratori e delle categorie più deboli e per contrastare l’attuale crisi socio-economica e occupazionale ancora in atto”.

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