Il Savt non aderisce allo sciopero del 12 dicembre

"Pur mantenendo alta l'attenzione sulla crisi che stiamo vivendo" il Savt richiede ulteriori momenti di confronto al Governo Regionale e agli imprenditori per concordare azioni comuni in difesa dell'occupazione e per il rilancio economico della Valle.
Guido Corniolo - Sindacalista del Savt
Economia
La Segreteria del SAVT non proclamerà lo sciopero generale regionale per il 12 dicembre, come fatto da CGIL, e punterà su ulteriori momenti di confronto con il Governo Regionale e con gli imprenditori per concordare azioni comuni in difesa dell’occupazione e per il rilancio economico della Valle d’Aosta. A comunicarlo è la Segreteria del sindacato che si è riunita lunedì 1° dicembre presso la sede centrale di Aosta per esaminare e discutere la difficile situazione sociale ed economica determinata dalla crisi finanziaria in atto, “che per gravità ed estensione dei suoi effetti, sta concretamente arrecando un peggioramento dell’economia reale”.
“Sottolineiamo la necessità di costruire nella nostra regione una politica contrattuale capace di portare vantaggi ai lavoratori e far crescere le nostre imprese. Occorre quindi ragionare su proposte legislative e contrattuali che permettano lo sviluppo dell’occupazione, delle professionalità e delle retribuzioni in uno scenario nuovo, già attuale, in relazione alle dinamiche produttive oggi assoggettate a continui cambiamenti di mercato che richiedono al lavoratore di acquisire alte professionalità da spendere sul nuovo mercato del lavoro” evidenzia in una nota il Savt. Nell’analizzare il quadro economico a livello internazionale e le sue ripercussioni sul territorio valdostano il Savt sottoliena come “la Valle d’Aosta, in un sistema globalizzato non è immune dal forte vento di crisi generale” sottolineando la disponibilità di risorse pubbliche considerevoli, il bilancio regionale vede per l’anno 2009 un aumento del 3% generale, e evidenziando come nel confronto con il Governo regionale sia emersa  la disponibilità ad avviare un serio confronto tra tutti gli attori socio – economici – finanziari per individuare i percorsi comuni di investimento su macro obbiettivi concordati, Savt aggiunge “Nella nostra Regione i settori produttivi e dei servizi che possono garantire posti di lavoro qualificati sono le attività del turismo, dell’edilizia, del commercio, della produzione di energia, del terziario avanzato e dell’agricoltura, dell’artigianato e la piccola industria di produzione e trasformazione, senza dimenticare che un’attenzione particolare va posta nei riguardi della Cogne Acciai Speciali e delle altre imprese valdostane che hanno fino ad oggi garantito lo sviluppo del tessuto industriale valdostano. Sono questi i settori  su cui dobbiamo indirizzare le risorse pubbliche a nostra disposizione, ridando, altresì, più efficacia ed efficienza alla nostra pubblica amministrazione”.
E’ in questo contesto – conclude Savt – che il nostro sindacato deve misurarsi con gli imprenditori e la pubblica amministrazione per costruire un nostro modello di sviluppo che favorisca la creazione di un sistema di sinergie tra i diversi settori per produrre maggiore ricchezza, nuovi posti di lavoro e la nascita di imprese di qualità in grado di fronteggiare la concorrenza di un’economia liberista globalizzata e la crisi economica oggi in atto”.

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