Diploma magistrale, secondo atto. Non si smorza la polemica sul valore abilitante del Diploma magistrale. I sindacati FLC CGIL, CISL SCUOLA, SAVT École e SNALS hanno organizzato ieri sera presso l’Itpr Corrado Gex di Via Chambéry un’assemblea con i docenti precari.
Argomento spinoso il cui esito si gioca in ben altre sedi, anche se le parti sociali vogliono fare chiarezza e cercare di dissipare un po’ di dubbi: “Anzitutto smentiamo categoricamente che la laurea in Scienze della Formazione Primaria non abbia valore abilitante – spiega Alessia Démé del SAVT École – e questo lo specifica la legge. Riguardo le graduatorie la situazione è poco chiara perché tutti i giorni escono notizie diverse. Ad oggi solo Bolzano si è mossa attivamente riguardo i PAS, facendo immatricolare gli insegnanti entro il 15 marzo, nel resto d’Italia sono ancora bloccati”.
Anche sul famoso parere del Consiglio di Stato sul Diploma magistrale i dubbi ci sono e permangono: “C’è stato questo parere – spiega Katya Foletto, Segretario regionale FLC CGIL – che tratta una questione più ‘linguistica’ che giuridica riguardo il concetto di ‘abilitante’. Il diploma è sempre stato abilitante ma non è mai servito per passare di ruolo ma dava il diritto ad accedere ai concorsi per avere l’idoneità ad insegnare, per poi passare di ruolo. Ad oggi non c’è ancora un decreto legge del Presidente della Repubblica che potrebbe rendere il diploma analogo alla laurea in Scienze della Formazione Primaria ma soltanto questo parere del Consiglio di Stato”.
“Adesso aspetteremo che la procedura vada avanti – afferma laconico Alessandro Celi dello SNALS – anche perché si annunciano cambiamenti frenetici e qui dobbiamo considerarci tutti precari. Che il diploma fosse abilitante rispondiamo ‘sì’, ma che servisse per accedere alla seconda fascia no perché c’è bisogno di acquisire prima l’idoneità. Ora si aprirà il tavolo delle trattative sindacali per capire come applicare questo parere del Consiglio di Stato, anche se il timore è che tutto questo serva solo a smantellare il sistema del lavoro in Italia”.
Meno fatalista Corrado Fosson della CISL, che però riesce a rendere bene il clima che si respira tra i docenti: “L’importante è che si chiariscano con precisione quali siano i titoli per poter entrare a ruolo. È assurdo che ogni nuovo Ministro alla Pubblica Istruzione cambi totalmente le carte in tavola”.
Se le risporte certe sollecitate non dovessero arrivare le segreterie regionali si dicono pronte alla mobilitazione.


