La Valle d’Aosta patria dello sci agonistico? Forse, ma solo a patto che questo diventi un veicolo di promozione turistica per tutta la regione. “Dobbiamo essere dei killer” ha sostenuto Aurelio Marguerettaz, che ieri sera ha arruolato tutti i potenziali interessati: i rappresentanti degli sci club, degli enti locali, degli albergatori e delle società di impianti a fune.
La sala delle manifestazioni del palazzo regionale ha accolto tutti per una generale chiamata alle armi. In effetti la posta in gioco è molto elevata. A settembre il consiglio federale della Fisi ha deciso di appoggiare in pieno la candidatura della Valle d’Aosta in seno alla Federazione internazionale. La Vallée potrebbe quindi ospitare le finali di Coppa di sci Alpino per il 2012, una gara di Coppa del Mondo all’anno nelle varie discipline invernali, dal 2013 al 1016, e in fine, il gran finale di Coppa del Mondo in tutte le discipline, nel 2016.
“I riflettori sarebbero puntati su di noi, ed è un’occasione da non sprecare” . In soldoni, la regione è pronta a investire cifre da capogiro: 6, 7, 8 milioni di euro. “Quando l’assessore me l’ha detto, al telefono, credevo di avere capito male” ha confessato Silvana Perucca, presidente dell’Adava, che riunisce gli albergatori della regione. “Faccio appello al vostro senso di responsabilità” ha spiegato Marguerettaz. “Da tempo ospitiamo grandi eventi dello sport invernale, e abbiamo sempre fatto un’eccellente figura dal punto di visto dell’organizzazione tecnica. Ma il ritorno economico non è all’altezza delle energie dispiegate. Attorno a una grande gara internazionale o nazionale dovrebbe esserci tutto un indotto che lavora, e che si organizza per accogliere atleti e visitatori. Insomma, mi aspetto che gli alberghi propongano tariffe agevolate, che le agenzie inventino pacchetti turistici, che vengano allestiti palchetti, e che i trasporti vengano razionalizzati in funzione dell’evento, con navette speciali, che gli orari degli automezzi e degli impianti siano comunicati e diffusi, che venga preparato e diffuso un calendario degli eventi. Tutto questo con larghissimo anticipo. I media devono venire a vedere, occorre coltivare i rapporti con televisioni e giornali. Infine, dobbiamo monitorare strettamente i risultati”. Un discorso, questo, condiviso da tutti i presenti. Silvana Perucca si è dichiarata entusiasta della proposta: “Dobbiamo fare rete, incontrarci, dialogare e lavorare assieme. Non si tratta di promuovere l’immagine di una singola località turistica, o di un settore specifico, ma di tutto il brand Valle d’Aosta nel suo insieme. Non possiamo permetterci di perdere questo treno”.
Il presidente dell’Asiva, Riccardo Borbey, ha ricordato quanto è stato fatto in termini di organizzazione di eventi sportivi invernali. “La nostra regione è considerata all’avanguardia, grazie ai nostri impianti. Il settore del turismo, nonostante la crisi, regge”. L’investimento massiccio di risorse economiche in quello che la Fisi ha chiamato “Progetto Valle d’Aosta” è però alla base di un secondo tipo di ragionamento. “Attraverso questi grandi eventi sportivi vogliamo promuovere l’immagine della Valle d’Aosta tutta, in Italia e all’estero, sotto il profilo sportivo, paesaggistico, turistico. Ovviamente – ha chiarito l’assessore – ci sarà decisamente poco spazio per promuovere altre iniziative, a meno che non vengano intelligentemente associate a questo progetto”.
Una nota dolente, indubbiamente, capace di impensierire chi lavora in località meno legate allo sport e al turismo invernale, ma non solo. “La manifestazione che ci ha regalato più soddisfazioni in termini di presenze e ritorno economico è stato il campionato under 16 di scacchi” ha affermato Ferruccio Truchet, sindaco di Courmayeur. “Abbiamo contato dodicimila presenze”. Niente male, se si considera che alcune importanti competizioni internazionali di sci riescono a radunare, talvolta, a malapena una trentina di tifosi a bordo pista. Parola di Matteo Belfrond, nota penna di Race, ski magazine che recentemente, come ha ricordato Marguerettaz, ha deprecato l’indifferenza che sempre più spesso circonda le grandi manifestazioni agonistiche invernali.

