“Occupabilità, rilancio dei mestieri e degli incentivi alle assunzioni, soprattutto a tempo indeterminato”. Sono questi punti sui quali si articola il Piano di Politica del Lavoro, presentato ieri in Consiglio regionale dal Presidente della Regione, Augusto Rollandin. “Con questo Piano – ha spiegato Rollandin – intendiamo gestire il fenomeno nel modo migliore: non solo prevenzione della disoccupazione, ma strategie che favoriscono la spendibilità della conoscenza acquisita. Da questa prospettiva si parte a prevedere un sostegno attivo alle aziende con sgravi fiscali e incentivi. Tutti questi aspetti sono stati concertati con le parti sociali. I giovani sono uno dei punti particolari del Piano e su questo abbiamo previsto un investimento notevole. La formazione continua, l’apprendistato e la preparazione sono la base importante di tutto questo lavoro che deve coinvolgere tutta l’Amministrazione”.
Il documento, che scaturisce da un’analisi del contesto socio-economico della regione, propone gli obiettivi strategici triennali, mettendo in campo risorse pari a 18.281.600 euro, di cui 6.203.400 per il 2012, 6.119.900 per il 2013 e 5.958.300 per il 2014.
Un’analisi che, per il capogruppo del PdL, Massimo Lattanzi, dipinge un “contesto oggi peggiorato. Il limite di questo Piano è la sua complessa applicazione, perché la realizzazione di questi processi sarà ostacolata dai processi amministrativi e pubblici burocratici. Se c’è qualcosa da fare per aiutare questo Piano è la semplificazione e la sburocratizzazione”.
A entrare nel dettaglio è stato il Presidente della terza Commissione, Dario Comé (SA). “Il nuovo Piano – ha spiegato – tende a incentivare le assunzioni a tempo indeterminato: è previsto che la Regione si assuma, per tre anni, il 50% del costo salariale lordo per ogni lavoratore con contratti indeterminati e fino al 55% per le donne e i giovani, mentre nel caso di lavoratori cui mancano cinque anni per la pensione la proroga è di cinque anni. Inoltre, tenderà e a spingere alla creazione di nuove attività di impresa investendo su nuovi settori, quali la green economy, e nei servizi alle persone”.
Il Piano è stato approvato con 24 voti favorevoli e 8 contrari, di Alpe e PD, che accusano: “La prima sensazione – ha dichiarato il Vicepresidente del Consiglio, Albert Chatrian (Alpe) – è quella di leggere un quaderno delle buone intenzioni e di fatto è la riproposizione del vecchio Piano. Vogliamo un Piano delle politiche del lavoro che favorisca i cambiamenti positivi e agevoli la trasformazione senza soffocare l’economia reale, che va stimolata con tutti i mezzi possibili”.
Anche i numeri non hanno convinto la minoranza. “Sono completamente autoreferenziali – ha spiegato Carmela Fontana, capogruppo del PD – e non esiste alcuna lettura sulle ricadute sull’occupazione. La strategia va completamente ripensata perché l’improvvisazione in questo settore e in questo periodo non è più concepibile”.


