Lavoro precario, lo scontro Regione – sindacati passa per le aule del Tribunale

Lo scorso 3 maggio il giudice del lavoro ha dato ragione a tre operai forestali per il mancato rimborso chilometrico. Oggi lo stesso Gramola ha respinto 19 ricorsi sui 21 presentati da insegnanti precari.
Augusto Rollandin
Economia

E’ ormai polemica aperta fra sindacati e il governo regionale sul lavoro precario. Lo scorso 3 maggio il giudice del lavoro Eugenio Gramola ha dato ragione a tre operai che avevano presentato ricorso contro la Regione per il mancato rimborso chilometrico sulle spese di trasporto per gli spostamenti legati alle proprie mansioni e fatti con i mezzi personali. Oggi, però lo stesso Gramola ha respinto 19 ricorsi sui 21 presentati da altrettanti insegnanti precari.

Sindacati all’attacco
Sugli operai forestali, le quattro sigle sindacali – Cgil, Cisl, Savt e Uil – annunciano un volantinaggio inpiazza Deffeyes per il 6 giugno prossimo. “A tutt’oggi – dicono i sindacati – la gran parte dei lavoratori non è stata assunta. Non solo: la stragrande maggioranza degli addetti non è stata nemmeno contattata dalle imprese e, a questo punto, è palese che mai lo sarà. I soldi stanziati dalla Regione sono gli stessi a fronte di un vergognoso calo occupazionale, sia in termini di unità sia, non dimentichiamolo, di giornate lavorative”.
Sui ricorsi degli insegnanti precari parla Katya Foletto della Cgil Flc: “Vogliamo portare l’attenzione sul problema del precariato nella scuola dove esistono tante persone che da molti anni lavorano senza avere garanzie".

La posizione di Rollandin
“Qui qualcuno sta cercando di far credere che noi siamo contro i lavoratori. Non è così, abbiamo solo cercato di far rispettare delle regole” dice oggi il presidente della Regione, Augusto Rollandin. Che aggiunge, sulla questione dei rimborsi ai forestali: “Certamente ricorreremo in appello. E va detto che su questo aspetto abbiamo chiesto sia un parere interno sia un parere ‘pro veritate’ al prof. Paolo Tosi nel maggio 2011. Quel parere diceva che il contesto normativo non consente disparità di trattamento fra dipendenti della medesima amministrazione.
“Dispiace tornare sempre sullo stesso argomento – dichiara ancora Rollandin – ma ricordo che abbiamo dovuto creare la Salvaprecari in seguito a una legge nazionale per salvaguardare dei posti di lavoro. Altrimenti questi dipendenti sarebbero rimasti a casa”.

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