Legge regionale sull’editoria, Girod: “Servono fondi per innovazione, lavoro e qualità”

Lo ha dichiarato ieri il presidente dell’Associazione Stampa Valdostana, Benoit Girod, nel corso dell’assemblea annuale alla quale era presente anche il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.
Il Segretario FNSI Raffaele Lorusso e il Presidente dell'Asva Benoit Girod
Economia

Chiediamo fondi per l’innovazione e per il lavoro”. Lo ha dichiarato ieri il presidente dell’Associazione Stampa Valdostana, Benoit Girod, nel corso dell’assemblea annuale alla quale era presente anche il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. La sua presenza coincide con l’avvio di un confronto tra l’Asva e le istituzioni regionali riguardo a una proposta per una nuova legge sull’editoria. “Un’informazione plurale, libera e di qualità, cioè indipendente, completa e imparziale, è una condizione necessaria per l’esistenza di una comunità democratica – spiega Girod – e se la Valle d’Aosta vuole continuare a essere una comunità, per di più autonoma, come si usa dire da queste parti, ci si deve porre seriamente il problema di sostenere e rilanciare un sistema informativo basato sulla qualità del lavoro giornalistico e sul pluralismo delle fonti”. Secondo il presidente dell’Assostampa valdostana “anche alla Valle d’Aosta servirebbero degli Stati generali dell’informazione, ma fatti più seriamente di quanto sta avvenendo a livello nazionale: un momento pubblico di confronto tra tutti i soggetti interessati, non solo giornalisti ed editori, un confronto allargato a tutta la società civile e alla politica, sui contenuti e sulle prospettive per guardare un po’ più avanti, per provare a incrociare i temi dell’informazione, della democrazia, della partecipazione, ma anche dello sviluppo e dell’innovazione nella regione”.

“L’editoria e l’informazione nella regione vive un momento molto delicato, in cui ci sono esperienze imprenditoriali interessanti che stanno investendo e stanno cercando di innovare, di crescere  e di creare posti di lavoro – conclude Girod – e poi c’è una zona grigia di abusivismo al di fuori del perimetro di una regolazione dei rapporti di lavoro giornalistici e anche della normativa professionale: una legge per l’editoria dovrebbe anche fare chiarezza e distinguere tra gli editori che investono e assumono giornalisti e tra gli pseudo-editori che giocano una partita violando le regole”.

Assemblea Associazione Stampa Valdostana
Assemblea Associazione Stampa Valdostana

Lorusso: “Poca fiducia in Stati generali, spero di essere smentito”
“Sugli Stati generali dell’editoria e dell’informazione del sottosegretario Vito Crimi non riponiamo grande fiducia perché alle parole che sono state pronunciate, anche da esponenti del Governo, fanno da contraltare atti che invece vanno nella direzione opposta”, ha commentato ieri sera Lorusso, ad Aosta, all’assemblea dell’associazione stampa valdostana, nell’ambito della campagna ‘No tagli No bavagli,’ lanciata dalla Federazione nazionale della stampa italiana dopo il 28esimo Congresso della stampa italiana. “Un governo non parla attraverso le dichiarazioni dei propri ministri e dei propri sottosegretari, ma attraverso gli atti – ha aggiunto Lorusso – e se gli atti dicono che c’è stato un taglio, se gli atti dicono che sono diminuite le risorse, dicono che non si è voluto fare nulla per contrastare il precariato nel settore giornalistico, penso ad esempio il modo con cui si abusa della figura del cococo: se il buongiorno si vede dal mattino non ci si potrà aspettare un granché fermo restando che io sarò felicissimo di essere smentito”. Secondo il segretario generale della Fnsi inoltre “all’emergenza tagli fa da contraltare l’emergenza bavagli: tra i tanti provvedimenti più volte annunciati, ma mai adottati, c’è anche quel provvedimento che serve a contrastare le azioni risarcitorie temerarie che sono vere e proprie intimidazioni nei confronti dei colleghi. Su questo non è stato fatto nulla né nella passata legislatura né in questa”.

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