Negli incubatori d’impresa valdostani progetti di grande innovazione nel campo biomedico

La BioDigital Valley, new entry presso l’incubatore di Pont-Saint-Martin sta studiando un’applicazione digitale per confrontare tutte le radiografie giacenti nei vari ospedali del mondo di una qualunque malattia oncologica. La ricerca si velocizzerebbe.
L'Espace Aosta
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A testimoniare come gli incubatori di impresa valdostani riescano ad essere un importante atout capace di attrarre imprese caratterizzate da un forte tasso di innovazione è l’esperienza e quanto sta succedendo alla BioDigital Valley, da poco più di un mese new entry presso l’incubatore di Pont Saint Martin e azienda che ha in atto collaborazioni scientifiche con diversi importanti partner accademici, tra cui l'Università di Milano, il Mondino di Pavia, l'Università «Federico II» di Napoli, l'Università dell'Insubria, l'Ospedale Cardarelli di Napoli, il Politecnico di Torino, il Centro Ospedaliero Universitario di Pisa e l'IRCC di Candiolo. A darne notizia e relativi particolari è il blog Impresa VdA.

La BioDigital Valley è impegnata, infatti, nella creazione di un’applicazione digitale in grado di mettere a confronto, in tempi ragionevoli, tutte le radiografie giacenti nei vari ospedali del mondo di una qualunque malattia oncologica. Un progetto ambizioso che potrebbe aiutare la ricerca medica nel ridurre le tempestiche per creare nuovi farmaci e i relativi costi. Il progetto di ricerca allo studio si chiama «Image» (Image Meta Analysis and Exploitation) ed è stato finanziato dall’amministrazione regionale ai sensi dell’art. 8 della L. R. 84/1993 con un contributo di 541.585 euro.

Si tratta dello start up del gruppo RGI – spiega il blog del giornalista economico Fabrizio Favre –  che vanta una posizione di leadership nell’offerta di prodotti e servizi specifici IT per il settore finance, dedicata al mercato della Bioinformatica”.
In controtendenza con la crisi economica attuale, – spiega il managing director Paolo Consoli – la società, nata alla fine del 2008, ha assunto presso il suo centro di ricerca di Pont, tredici unità di personale a tempo indeterminato, con un'età media di 33 anni, tutti laureati o di livello formativo superiore. Oltre a Image stiamo concentrando le nostre energie anche su un progetto di tele diagnostica attraverso il cellulare per il quale abbiamo fatto una domanda di brevetto per il mercato statunitense".

A sottolineare le opportunità e l’efficacia degli incubatori di impresa valdostani è lo stesso Antonio Di Blasi, responsabile degli incubatori di Aosta e Pont-Saint-Martin che dice: “l’alto numero di servizi offerto dalle strutture a fronte di costi contenuti e la legge regionale sulla ricerca e sviluppo attualmente in vigore sono strumenti considerati efficaci  dalle aziende che si sono insediate in questi ultimi anni”.

Tra queste anche lo start up Electro Power Sistems, operante nel settore dei sistemi a fuel cell a idrogeno per le applicazioni di backup energetico, unica azienda italiana selezionata nel 2008 dall’Istituto inglese Library House tra le 100 aziende cleantech europee con la più alta potenzialità di crescita, nell’agosto del 2008 ha scelto la pépinières di Aosta per l’avvio di un nuovo stabilimento produttivo. Ad oggi sono 19 le aziende insediate negli incubatori di impresa valdostani: 11 ad Aosta e 8 a Pont-Saint-Martin. In arrivo ci sono inoltre l’Arsenale, specializzata nella progettazione web e strumenti interattivi, e la Montagnard che lavora nella produzione e commercializzazione di erbe di montagna autoctone, e realizzazione di propri laboratori di R&S e analisi chimico-organolettiche.

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