Nicco e Fosson: “Esenzione Imu per stalle e alpeggi grande traguardo”

Il Senatore ha sottolineato l’importanza di poter contare sui giusti contatti a Roma: “Senza la mediazione di Beneyton con il Ministro Catania non ce l’avremmo fatta”. Il Deputato però frena: “Aspettiamo, deve ancora passare alla Camera”.
Economia, Politica, Società

“E’ la prima volta che questo Governo tecnico ascolta le nostre richieste: adesso speriamo che si sblocchi anche la questione del Patto di stabilità, soprattutto per la parte che riguarda i Comuni virtuosi”. I parlamentari della Valle d’Aosta si godono il risultato ottenuto mercoledì scorso, quando le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato un emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali che prevede l’esenzione totale dal pagamento dell’Imu per i fabbricati rurali nei Comuni montani.

Il Senatore Antonio Fosson ha parlato di “un grande traguardo raggiunto per l’agricoltura di montagna, frutto di un lungo lavoro di squadra”, ammettendo comunque l’importanza di poter contare sui giusti contatti a Roma. “Senza la mediazione di Gerardo Beneyton (Presidente di Caseus Montanus) con il Ministro dell’Agricoltura Mario Catania – ha aggiunto Fosson – non ce l’avremmo fatta. Basti pensare che attendiamo da più di un mese e mezzo d’incontrare il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e ancora oggi non sappiamo quando ne avremo l’occasione”.

Insomma, governo di politici o di tecnici che sia, alcune dinamiche sembrano non essere cambiate. “Prima c’era la mediazione dei partiti, che ora manca completamente – ribatte Fosson – quindi cerchiamo di sfruttare le conoscenze che abbiamo”.

In ogni caso, i giochi non sono ancora fatti, come ha sottolineato il Deputato Roberto Nicco. “Ricordiamoci che alla Camera può succedere di tutto”, spiega. “Abbiamo imboccato la strada giusta ma dobbiamo stare attenti che non si faccia retromarcia: il percorso deve arrivare fino in fondo. La prossima battaglia riguarderà le scelte per il 2014-2020, anche a livello europeo, che segneranno il futuro dell’agricoltura di montagna”.

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