Per regolare i rapporti finanziari tra Stato e Regione servirà un accordo. Il principio viene messo nero su bianco dallo schema di norma di attuazione “in materia di coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato”, arrivato da Roma sui tavoli del Consiglio Valle. Le decisioni su contributi al risanamento della finanza pubblica e sull’applicazione delle norme statali dovranno quindi essere concordate, nel rispetto del principio di leale collaborazione.
Il provvedimento introduce, inoltre, il concetto di “sistema territoriale regionale integrato”, che comprende la Regione, gli enti locali, gli enti strumentali, l’azienda sanitaria regionale e l’università. In questo quadro, la Regione, come peraltro già accade oggi, assume un ruolo centrale di coordinamento, agendo come unico interlocutore nei rapporti finanziari con lo Stato anche per conto degli altri enti del territorio.
Il contributo della Regione agli obiettivi di finanza pubblica, di natura temporanea, può avvenire sia tramite trasferimenti finanziari sia attraverso la realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale e regionale. Spetta inoltre alla Regione stabilire, con legge propria, come gli enti locali partecipano a tali obiettivi.
Lo schema di Norma di Attuazione dopo alcune indicazioni date dalla Consulta in recenti sentenze, ma anche a seguito dell’impegno preso dal Governo nazionale e dalla Regione nell’accordo in materia di finanza pubblica per gli anni dal 2025 al 2032, sottoscritto nell’ottobre 2024.
La norma di attuazione, dopo l’esame delle competenti commissioni, passerà al vaglio del Consiglio regionale per ritornare poi a Roma per il varo definitivo.
Si attende invece ancora da Roma l’invio dello schema di norma di attuazione in materia di concessioni idroelettriche, così come modificato dalla Commissione paritetica.
