Parco del Gran Paradiso a rischio chiusura. Domani la protesta a Roma

La manifestazione organizzata davanti al ministero dell’ambiente per scongiurare il taglio del 50% previsto dalla manovra finanziaria che rischia di mettere in ginocchio le attività degli enti.
Il centro visitatori del Parco nazionalde del Gran Paradiso a Rhemes-Notre-Dame
Economia

Ci sarà anche una rappresentanza del personale del Parco del Gran Paradiso domani, venerdì 23 luglio, a protestare davanti al ministero dell'ambiente per la manifestazione promossa dal mondo dei parchi naturali e dalle associazioni di categoria e ambientaliste.

Una protesta organizzata per scongiurare il taglio del 50% previsto dalla manovra finanziaria che rischia di mettere in ginocchio le attività degli enti. "Non sarà possibile – si legge in una nota del Parco – per i guardaparco proteggere il territorio e la fauna del Parco da bracconieri e incendi, gli stessi non potranno vigilare sulle trasformazioni del territorio, né effettuare monitoraggi ambientali".

"Ma non saranno solo gli animali a patire le conseguenze dei tagli – conferma il commissario straordinario del Parco Italo Cerise – non sarà possibile tutelare la biodiversità e gli habitat incontaminati unici al mondo, e neanche promuovere il turismo nei tredici comuni che costituiscono l'area protetta, in cui vivono oltre 8.000 persone, molte delle quali sono occupate nel settore turistico e ricettivo".

E si mobilitano anche i sindacati: in particolare la Cgil chiede che un segnale forte arrivi anche dalla nostra regione. "In Valle d'Aosta il Parco nazionale del Gran Paradiso – ha dichiarato Marco Lo Verso della Cgil Funzione pubblica – costituisce un tratto identitario della regione, un asse fondamentale del suo modello di sviluppo, uno strumento di tutela del patrimonio naturalistico e ambientale, ma anche un volano per animare la crescita socio-economica dell'intero tessuto valdostano. Tutto questo verrà compromesso drammaticamente se la manovra confermerà i previsti tagli alle Aree protette creando, peraltro, un inevitabile problema di carattere occupazionale non indifferente soprattutto se collegato alla crisi che sta attraversando il nostro Paese".

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