Precari scuola: il giudice del lavoro rigetta i 50 ricorsi dello Snals

Eugenio Gramola questa mattina ha rigettato i 50 ricorsi promossi da insegnanti precari valdostani contro la Regione, sostenuti dallo Snals. La Cgil nel frattempo ha deciso di andare in appello.
Tribunale di Aosta
Economia

Il Giudice del lavoro di Aosta, Eugenio Gramola, ha rigettato questa mattina tutti i 50 ricorsi promossi dallo Snals. "Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per commentarla – spiega Alessandro Celi dello Snals – ma, una prima ipotesi, è che il giudice abbia recepito la recente sentenza della Cassazione che ha sancito, di fatto, la non impermeabilità della scuola alla legislazione in materia di lavoro".

La sentenza del 20 giugno scorso della sezione lavoro della Corte di Cassazione aveva infatti  legittimato la reiterazione dei contratti di supplenza. Secondo la suprema Corte “i supplenti che sono stati fatti oggetto, ripetutamente, nel corso degli anni, di incarichi a tempo determinato, non hanno diritto né all’immissione in ruolo, né ad alcun’altra forma di risarcimento.”

Con la sentenza di oggi Gramola inverte la rotta, rispetto all’ultima pronuncia, del 1 giugno scorso, con la quale aveva rigettato 19 dei 21 ricorsi promossi da insegnanti precari valdostani, sostenuti dalla Cgil. Il giudice aveva riconosciuto un risarcimento soltanto a due insegnanti in quanto,  in questi anni, avevano ricoperto a tutti gli effetti una cattedra vacante. "L’80% dei nostri ricorrenti – aggiunge Celi – presentava questa situazione e ci saremmo quindi aspettati che le loro istanze venissero accolte, alla luce anche di sentenze successive alla Cassazione".

Aspettando le motivazioni di Gramola, sulla base delle quali lo Snals deciderà il da farsi, la Cgil intanto ha annunciato di voler andare in secondo grado. "Stiamo raccogliendo le adesioni – spiega Katya Foletto della Cgil – perché a nostro giudizio le sentenze negative non sono conformi alla Legislazione europea. Inoltre la sentenza della Cassazione non è stata a sezioni unite e, quindi, non la consideriamo una pronuncia definitiva, tanto è vero che successivamente a questa ve ne sono state altre a Novara, Bologna e Alba di parere contrario. Ecco perché, oltre ai due ricorsi vinti (ndr per i quali la Regione si è già costituita in appello) porteremo in secondo grado anche gli altri. "

Per la Cgil la volontà è di andare avanti "fino all’ultimo grado di giudizio, anche davanti alla Corte di giustizia europea".

 

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