Preoccupazione per il Self di Quart: “L’azienda ha chiesto il concordato preventivo”

La Selfitalia srl, in difficoltà economica, ha chiesto la scorsa settimana il concordato preventivo di continuità aziendale al tribunale di Torino. Il negozio di attrezzi da bricolage impiega una ventina di persone in Valle d'Aosta.
Un negozio Self.
Economia

“Siamo convinti di risolvere la situazione e di poter andare avanti”: il direttore del Self di Quart, in località Lillaz, Stefano Spedicato non vuole aggiungere altro e gli uffici della Selfitalia srl di Rivalta di Torino, la sede centrale, sono chiusi per il weekend. Lo scorso 3 novembre però l'azienda di bricolage, che ha una trentina di rivendite in Italia con circa 700 dipendenti, ha depositato al tribunale di Torino una richiesta di concordato preventivo di continuità aziendale.

Non è un buon segno, ma neanche pessimo: il concordato preventivo è una procedura che permette a chi si trova in stato di crisi o insolvenza verso debitori di tentare il risanamento della propria azienda. In questo caso l'intenzione sarebbe quella di scegliere una via che preveda la continuazione dell'attività.

La preoccupazione, tra i lavoratori, però resta: “concordato preventivo” in parole povere vuol dire debiti e in altri casi operazioni di questo tipo si possono anche associare con la cessione a un soggetto terzo oppure con la liquidazione del patrimonio, mettendo il ricavato al servizio della soddisfazione dei crediti, e evitando così il fallimento, ma con evidenti conseguenze sui posti di lavoro.

Queste preoccupazioni sono emerse durante l'assemblea dei lavoratori della sede valdostana dell'8 novembre scorso, una ventina di persone in tutto: “I lavoratori non sapevano di questa scelta dell'azienda – sostiene la Cgil Filcams Isabelle Buillet – e c'è una forte preoccupazione perché è una situazione che riguarda tutta Italia".

Buillet fa sapere che “ci sarà un incontro, a livello nazionale, tra l'azienda e i sindacati e la speranza è che tramite questo concordato si riesca a salvare l'azienda”. La sindacalista parla di tutto il settore del grande commercio in sofferenza in Valle d'Aosta: “Da poco nelle vicinanze hanno chiuso la Nike e la Trony – racconta – e la Dico, del gruppo Tuodì, ha sospeso l'attività sul suo punto vendita, anche se in quel caso speriamo che si possa ripartire”. 

Una richiesta d’incontro sull’argomento, è stata inviata all’assessore alle Attività produttive, Energia e Politiche del lavoro della Regione autonoma Valle d’Aosta, Jean-Pierre Guichardaz, dal sindaco di Quart, Jean Barocco.

Dalle riviste di settore, si può apprendere che l'azienda di bricolage guidata dall'ad Enrico Gardino è in trattativa per l'entrata di un socio che porti nuovi capitali, ma che questa entrata slitta da tempo.
 

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