Rinvio delle elezioni RSU, per la Cgil “in ballo c’è il controllo della Regione sulla scuola”

Per il sindacato, la decisione presa da CISL, SNALS e SAVT rappresenta “un errore clamoroso, che sottovaluta la volontà di esprimersi dei lavoratori”. Cgil ha ribadito la sua posizione contraria: "I diritti degli insegnanti non possono essere negati".
L'incontro della Cgil sul rinnovo delle RSU
Economia, Politica, Società

Per tre giorni, fino a domani, in tutta Italia si vota per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle scuole. Non in Valle d’Aosta, però: i sindacati regionali di categoria CISL, SNALS e SAVT, ad eccezione della Flc-CGIL, hanno infatti sottoscritto con l’Agenzia Regionale per le Relazioni Sindacali un accordo per il rinvio delle elezioni nella nostra regione.

“Secondo le altre OO.SS. – ha spiegato questo pomeriggio Katya Foletto, segretario regionale Flc-Cgil, durante un incontro pubblico – il momento sarebbe inopportuno, in vista anche del dimensionamento previsto per il prossimo anno, che riguarderà però soltanto due scuole, e di una futuribile e fumosa trattativa sulle prerogative sindacali da avviare a livello regionale”.

La Flc-Cgil ha voluto invece ribadire la sua posizione contraria, ricordando che i diritti degli insegnanti non possono essere negati. “Le attuali RSU sono in carica dal 2006 – ha continuato Foletto – vale a dire da due mandati: la necessità di operare un necessario ricambio, soprattutto nel caso delle RSU decadute o pensionate, è evidente. Riguardo alla trattativa con la regione poi, molti aspetti sono ancora da chiarire: ad esempio è necessario definire con precisione la figura del Rappresentante Sindacale Interno, che dovrebbe sostituire l’attuale RSU. Siamo sicuri che manterrà la sua indipendenza dai sindacati territoriali?”.

Se per il segretario della Cgil Funziona Pubblica, Domenico Falcomatà, la decisione presa da CISL, SNALS e SAVT rappresenta “un errore clamoroso, che sottovaluta la volontà di esprimersi dei lavoratori”, ancora più duro è stato l’intervento dell’ex segretario di categoria, Mauro De Luca, secondo il quale i veri motivi di tale scelta sarebbero più profondi. “E’ in atto un piano per far diventare la scuola una categoria come altre del pubblico impiego – ha commentato – aumentando da un lato il controllo della Regione sulla scuola e dall’altro diminuendo il ruolo dei sindacati nelle contrattazioni”.

A rilanciare il concetto ci ha pensato Marco Lo Verso, segretario regionale di Fp-Cgil, secondo il quale sarebbe in atto “un vero e proprio ricatto per portare la scuola verso un contratto regionale”. Per questo motivo la Cgil ha deciso che “assumerà tutte le iniziative opportune, anche a livello legale, per denunciare tale accordo e coinvolgere docenti e RSU”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte