Cercasi giovani motivati, curiosi, desiderosi di nuove esperienze formative all’estero. La Valle d’Aosta da due anni fa parte del programma Eurodissée, che offre a giovani di tutta Europa la possibilità di sviluppare competenze professionali attraverso tirocini nelle regioni aderenti al progetto. Oggi è iniziato ufficialmente il forum di tre giorni che ha portato ad Aosta i responsabili del progetto, provenienti da vati stati europei. Obiettivo dell’incontro, un confronto sulla mobilità e i giovani europei.
Per uscire dalla crisi non ci sono ricette magiche, ma indicazioni utili da cogliere, hanno suggerito i relatori di questa prima giornata di lavori. Una di queste è aiutare i giovani a trovare lavoro partecipando a programmi come questi, dedicati a chi ha dai 18 ai 30 anni.
“Abbiamo 600 giovani che vivono questa esperienza formativa in giro per l’Europa, e che arricchiscono il proprio curriculum, il Paese ospitante e quello dove torneranno. Non è la risposta a tutto, ma è una buona prassi da imitare, un esempio della direzione da seguire” ha spiegato Michel Laine, capo unità della direzione generale Occupazione e Affari Sociali della Comunità Europea. In Valle d’Aosta 27 giovani hanno spiccato un balzo oltrefrontiera, mentre viceversa sono 23 i coetanei stranieri che stanno seguendo un tirocinio qui.
“Dati alla mano, appare evidente che chi ha seguito questo genere di percorso fatica meno a trovare un impiego” ha riassunto Michèle Sabban, presidente dell’Assemblea delle regioni d’Europa. L’Italia, in particolare, sembra avere particolare bisogno di questo genere di scambi, ha sottolineato Riccardo Rosi, vice direttore dell’Unione industriali di Torino. Dalla sua relazione emerge il ritratto impietoso di una società immobile, dove la percentuale di giovani è la più bassa, la disoccupazione è elevata, la spesa per le borse di studio e i posti letto per studenti sono un quinto di quelle di altri Paesi europei come Francia e Germania.
- Aosta
- di Elena Del Col

