L’idea di partenza era forse un po’ diversa. Venerdì sera Energaia, l’associazione di promozione sociale, ha organizzato un incontro pubblico presso la Fédération des Cooperatives valdôtaines di Saint-Christophe per parlare di teleriscaldamento, certo, ma soprattutto per ragionare a fondo sulla gestione del servizio che sta per essere attivato nel Comune di Aosta.
Una gestione che non convince appieno Energaia che, come scrive già dal comunicato: “In Italia la maggior parte delle reti dell’energia prodotta da teleriscaldamento viene gestita da aziende municipalizzate che per loro natura non perseguono la logica del profitto, ma del servizio pubblico. Ad Aosta invece la realizzazione della rete è di proprietà di un’azienda, copartecipata dal pubblico per una quota minoritaria e per sua natura rivolta al conseguimento del massimo profitto. La situazione venutasi a configurare ad Aosta risulta anomala; essa non garantisce logiche di concorrenza e di convenienza per il cittadino”.
Poi, vista anche la partecipazione all’incontro da parte di Alessio Ciocca, Responsabile commerciale del Gruppo Energia di Cofely e di Enrico De Girolamo di SEA, la questione si è spostata su altri lidi. Come era prevedibile, e per certi versi inevitabile, l’incontro di informazione ha fatto presto a tramutarsi in una serata da ‘pro o contro teleriscaldamento’, con toni che a tratti si sono anche decisamente infiammati.
“Questa serata – spiega nella sua introduzione Andrea Mantovani – è nata in seguito a diversi incontri serali organizzati da Energaia durante questi mesi. Il teleriscaldamento ad Aosta vede Telcha in una posizione monopolistica mentre si sarebbe dovuto essere un appalto, anche per decidere quali saranno i giusti prezzi delle bollette in modo che ci possa essere controllo e che siano consoni”.
Tesi naturalmente bocciata in toto dai rappresentanti Telcha: “Sono state spesso convocate riunioni con l’Autorità Antitrust – dice Ciocca – ma il terreno del teleriscaldamento è ancora non normato con precisione., ma di certo non c’è un monopolio. Noi proponiamo un progetto ad un Comune come facciamo in tutta Italia, costruito a nostre spese e con i nostri investimenti, e le autorità non hanno ravvisato nessun regime monopolistico. Del resto poi perché andare a normare un settore che rappresenta il 5% a dispetto del gas che costituisce il 95% del settore del riscaldamento, e che peraltro, quello sì, è in regime di monopolio?”.
Toni pacati che si accendono in fretta: “Il teleriscaldamento – interviene seccamente Paolo Meneghini di Valle Virtuosa – è soltanto un modo per arricchire qualcuno a scapito degli altri e secondo uno studio ARPA aumenterà anche i valori dell’inquinamento nella Plaine. Il teleriscaldamento è un imbroglio per costruire una centrale termoelettrica alla Cogne, che darà solo l’11% dell’energia”.
Anche qui, questioni apertamente negate da Ciocca: “Nessuno si sognerebbe di aprire una centrale del genere e soprattutto in Valle d’Aosta dove l’elettricità si esporta”.
La domanda che aleggia, esplicitata anche dalla platea è, fondamentalmente ‘Perché fare il teleriscaldamento ad Aosta?’.
Risponde sempre Ciocca: “A livello europeo il teleriscaldamento è considerato una soluzione molto avanzata ed ecologicamente più compatibile di molte altre e Aosta ha le caratteristiche più interessanti per questo progetto perché è una città fredda, ma comunque densamente popolata, quindi adatta”.
A ribadire il concetto ci pensa anche l’ingegner De Girolamo: “I costi di allaccio inoltre sono molto bassi e l’impianto non comporta nessun rischio, mentre l’età media delle caldaie che stiamo rilevando nelle case è di quasi vent’anni, dato che risalgono al 1995, senza contare che la trasformazione di queste caldaie da gasolio a metano non conviene rispetto al teleriscaldamento”.
Un fuoco di fila di domande che ha visto anche momenti di tensione ma che, fondamentalmente, non hanno portato ad una conclusione concreta. Le perplessità della gente riguardo il teleriscaldamento rimangono infatti molto forti e le due ‘parti in causa’ sembrano sempre più distanti.


