Torna a crescere il numero di detenuti a Brissogne. “Grave l’assenza di un direttore”

Secondo il garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Enrico Formento Dojot "manca a detenuti e lavoratori un'interfaccia per la risoluzione dei problemi".
Carcere Brissogne
Economia

"In assenza di un direttore il garante sta diventando il punto di riferimento per i detenuti e i lavoratori del carcere di Brissogne". A dirlo è stato oggi Enrico Formento Dojot nel lamentare l’assenza da oltre un anno e mezzo di un direttore titolare per la Casa circondariale valdostana
“Manca un’interfaccia, se qualcosa non funziona, come ad esempio le docce, i detenuti si rivolgono prima a me” lamenta Dojot “ma così si sta distorcendo la funzione del garante”.
Nel suo ruolo di garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Dojot nel 2015 ha trattato 91 casi, di cui 79 definiti nell’anno.
Ad oggi sono 169 i detenuti a Brissogne (171 a fine 2015 contro i 152 del 2014) contro una capienza regolamentare di 181 unità. “Dopo alcuni anni in cui il numero di detenuti era sceso si è tornati a crescere, se il problema è congiunturale va bene, ma se diventa strutturale bisognerà cominciare a farsi delle domande”.

Enrico Formento Dojot oltre a ricoprire il ruolo di garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale è anche difensore civico della Valle d’Aosta.
Nel 2015 sono stati 665 i casi trattati dall’Ufficio di cui 614 definiti nell’anno e con un incremento del 25% circa rispetto all’anno prima.
Il maggior numero dei casi trattati riguarda il settore dell’ordinamento (216 casi), ovvero i tributi, anche quelli locali, la circolazione stradale e l’esecuzione forzata, seguito dall’assetto del territorio (113 casi) che ricomprende l’urbanistica e le espropriazioni e dell’organizzazione (93 casi), ovvero il rapporto di lavoro alle dipendenze dell’Ente pubblico. Il settore dell’assistenza sociale ha registrato un lieve incremento, passando dai 108 casi del 2014 ai 110 del 2015. In calo i casi riguardanti la cittadinanza e l’immigrazione.

“L’incremento consistente dei casi – spiega Dojot – dimostra che la difesa civica è uno strumento che viene sempre più riconosciuto dai cittadini. Inoltre la gratuità del servizio è sicuramente un valore aggiunto”.

Gli Enti locali che hanno beneficiato i propri amministrati del servizio fornito dall’Ufficio del Difensore civico regionale ammontano ad oggi a 80, di cui 72 Comuni – mancano ancora all’appello di comuni di Oyace e Courmayeur – e 8 Unités des Communes valdôtaines.
 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte