La Valle d’Aosta non è fatta di soli grandi centri turistici. Certo Courmayeur, Cogne e Cervinia sono dei catalizzatori, ma la situazione turistica valdostana si è sempre caratterizzata per un’offerta allargata a tutto il territorio, con tanto di possibilità non solo riguardo la stagione invernale, decisamente trainante a livello economico, quanto per proposte che coinvolgono tutto l’arco dell’anno.
A fare il punto della situazione turistica regionale ci pensa Alessandro Cavaliere, neo Presidente (è in carica infatti da giugno) dell’Associazione degli albergatori valdostani, il quale non può che prendere anzitutto atto della condizione di recessione economica globale nella quale siamo immersi, e che ha contribuito a cambiare profondamente le abitudini stesse del turista: “La crisi è arrivata anche in Valle – spiega Cavaliere – anche se il fatto di avere molte aziende medio-piccole e dislocate su tutto il territorio ha fatto sì che il comparto turistico reggesse meglio rispetto a quel che accade in altre realtà d’Italia. Quello che è cambiato è la durata dei soggiorni, perché dato che non esistono più le ‘settimane’, è il modo di fare turismo a diventare radicalmente diverso. Diciamo che non si riesce più a fare una programmazione precisa, non si sa più quanto i turisti rimangano, e c’è una contrattazione estenuante sui prezzi. Contrattazioni sempre faticose dal momento che i costi continuano a crescere rispetto a ricavi che si fanno invece sempre più esigui”.
Debolezza turistica
Il problema è proprio il mercato estivo valdostano, che si appoggia prevalentemente sui turisti italiani, fetta di avventori che si fa via via più sottile: “In estate dipendiamo troppo dal mercato turistico nazionale – spiega il Presidente – mentre dovremmo cercare di guardare più verso l’estero, oltre i nostri confini, per cercare di recuperare quella parte di mercato straniero che accende il turismo valdostano anche in inverno”.
Turismo a macchia di leopardo
Tante comunque le possibilità turistiche valdostane, anche legate agli eventi che riempiono l’estate in Regione: “Ci sono eventi importanti su tutto il territorio – continua Cavaliere – che aiutano tutti a lavorare, basti pensare al ritiro della Juventus a Châtillon o alla Granfondo in Valdigne che radunano moltissimi turisti. È anche grazie a questi eventi, e all’alto valore della proposta, che si stanno sviluppando molte strutture ricettive la cui crescita è continua come i Bed And Breakfast e le ‘Chambres d’Hôtes’: un comparto che fa della qualità e dell’intimità il suo marchio, e che dà segnali di crescita sempre molto positivi”.
Alcune note però sono inevitabilmente stonate: “L’associazione Gestori Rifugi Valle d’Aosta invece – conclude il Presidente Adava – ha fatto notare come il mese di luglio per loro non sia stato molto entusiasmante. I rifugi hanno sofferto un po’ di più la situazione di crisi, con utilizzi minori dei servizi ristorativi dal momento che molti turisti arrivano nei rifugi già col proprio pic-nic. Alcune valli poi, come ad esempio Valsavarenche, essendo molto propositive ci chiedono una maggiore attenzione alla valorizzazione di tutta la zona del Gran Paradiso, piuttosto che una maggiore presenza di eventi come chiedono altre località ‘minori’”.

