Una pendolare: ritardi e disservizi all’ordine del giorno non mi resta che licenziarmi

E’ da dicembre che la situazione e’ precipitata. Oramai, per andare nella “vicina” Ivrea come minimo impiego tra andata e ritorno 4 ore di viaggio tra spostamento in macchina tra casa e stazione e treno perennemente in ritardo.
Economia, I lettori di Aostasera

Buongiorno a tutti,

chi vi scrive e’ una pendolare della tratta Aosta – Ivrea stufa, amareggiata e provata dagli ultimi mesi di disservizio della nostra “fantastica” tratta Aosta -Torino.

Ieri sera la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha spinto a scrivere: uscita alle 17 e 15 dall’ufficio speravo di prendere il treno delle 17,31 ad Ivrea per arrivare in tempo utile ad un appuntamento ad Aosta delle 19,00. Ahime’ quando sono arrivata in stazione l’amara sorpresa: il treno e’ soppresso perche’ sembra che abbia avuto un guasto a Chivasso. Non ci vengono forniti ulteriori dettagli al riguardo anche perche’ Trenitalia ha solo da vergognarsi e quindi preferisce tacere. A quel punto sono costretta ad annullare l’appuntamento ed attendere impotente l’arrivo del treno successivo delle 18,05 che comunque e’ arrivato ad Aosta con ben 20 minuti di ritardo.

Che dire, uscita alle 17 e 15 dal lavoro sono arrivata a casa alle 20,00 per fare ben 67 Km di tratta ferroviaria. Ben due ore e 45 minuti in balia di trenitalia…..

Vi chiedo: ho 35 anni, come posso pensare di fare questa vita fino alla pensione? Perche’ non provate a viaggiare con noi qualche giorno per rendervi conto che siamo ormai ad una situazione da terzo mondo ed in balia del fato? Ad oggi non ho figli ma spero in futuro di averne. Come potro’ conciliare un bellissimo lavoro con la famiglia dovendomi subire ore e ore di viaggio al giorno?

E’ da dicembre che la situazione e’ precipitata. Oramai, per andare nella “vicina” Ivrea come minimo impiego tra andata e ritorno 4 ore di viaggio tra spostamento in macchina tra casa e stazione e treno perennemente  in ritardo. Non e’ piu’ possibile farci affidamento ma d’altro canto non e’ neanche piu’ possibile prendere la macchina dati i costi della benzina e dell’autostrada piu’ cara d’Italia.

La giornata e’ fatta di 24 ore, ne lavoro 9 di cui una e’ di pausa pranzo, 4 ore le passo in viaggio…e siamo arrivati a 13 ore che mi passo fuori di casa…me ne rimangono 11 e in queste 11 devo anche dormire e vivere una mia vita privata. Ma nel 2011 e’ contemplata una vita privata oppure la devo passare perennemente in treno?

Sono stufa, stufa delle non decisioni di tutti i nostri politici, stufa della poca volonta’ di cambiare e migliorare le cose, stufa di sentire alla televisione solo frivolezze…sono stufa stufa stufa di vivere in un paese in cui poche cose che funzionano sono delle rarita’ di cui bisogna stupirsi.

Perche’ nel 2000 quando c’e’ stato l’alluvione i politici non sono stati lungimiranti e non hanno pensato a potenziare e ad elettrificare la tratta ferroviaria che dovrebbe portare nella nostra bellissima regione anche i turisti? Perche’ voi politici, voi dirigenti di Trenitalia non tenete in conto dei pendolari che tutti i giorni sono costretti ad utilizzare i treni.

Perche’ quando chiedo alle compagnie dei pulmann di potenziare il loro servizio mi si risponde che in realta’ c’e’ un servizio ferroviario “adeguato”? Perche’ non pensate di fare un’indagine di mercato seria e non venite incontro alle esigenze di pendolari e studenti? E non ditemi che il treno non e’ utilizzato perche’ vedo sempre piu’ gente che sebbene il servizio sia pessimo dati i costi su gomma e’ costretta a prendere il treno per i suoi spostamenti.

Non tutti hanno la possibilita’ di avere un impiego sotto casa, non tutti hanno conoscenze per trovare un lavoro ma dovete tenere in conto anche di quelle persone che hanno ottenuto cio’ che hanno con la fatica, con la tenacia, con la determinazione.

Chi vi scrive e’ una donna di 35 anni che viaggia da 13 anni sulla tratta Aosta – Ivrea e che ha un lavoro che ama moltissimo, che la soddisfa pienamente, ma che non pensa di lasciare il paese in cui vive perche’ e’ li che sta pagando una casa, e’ li che ha le sue radici, e’ li che ha i suoi familiari, e’ li che ogni sera ritrova i veri valori della vita per cui vale la pena lottare!!!!

Cosa dobbiamo fare per farvi capire che cosi non si puo’ piu’ andare avanti? Dobbiamo arrivare ad atti estremi come sequestrare un treno o occupare i binari? E’ questo che volete? E poi? Per qualche giorno ci date lo zuccherino in cui fate funzionare le cose e poi il disservizio riprende e siamo da capo.

BASTA!!!! Sto seriamente pensando di dimettermi e mandare all’aria un lavoro gratificante per cui ho studiato, per cui mi sono data da fare in questi anni, per cui ho dato finora anima e corpo…ma non posso pensare di fare ancora per molto questa vita qui. Sto parlando di 67 Km di tratta ferroviaria che in un paese civilizzato potrebbe essere percorso in 40 minuti. Mi risulta che trent’anni fa fosse effettivamente questo il tempo di percorrenza.

Ma e’ matta penserete voi? In un periodo in cui manca il lavoro ne lascia uno a tempo indeterminato per l’incertezza? E io vi chiedo: voi dove siete? Cosa state facendo?

Ritardi e disservizi sono diventati all’ordine del giorno, una volta erano l’eccezione.

Perche’ per colpa di un treno inefficiente durante la settimana non posso prendere impegni serali e non posso avere una vita privata? Non abbiamo piu’ certezze, gli orari sono solo scritti per essere disattesi. Non e’ piu’ garantito un livello minimo di servizio.

SI STO SERIAMENTE PENSANDO DI DIMETTERMI …qualche cosa trovero’…in fin dei conti sono una persona determinata e capace.

GRAZIE per farci passare ogni giorno un giorno d’inferno.

Michela Salvadori

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