Chi pensava che la ripresa economica fosse vicina deve tornare a fare i conti con i dati preoccupanti dell’economia reale. I dati diffusi dall’Istat lo scorso 28 agosto indicano che nei primi sei mesi del 2013 le vendite al dettaglio sono calate del 3% rispetto allo stesso periodo del 2012. A giugno si è registrato un calo dello 0,2% su maggio ed è stata la 12esima flessione tendenziale consecutiva. Insomma, non si vende nei piccoli negozi (-3,6% in un anno) come nella grande distribuzione (-2,3%) e nei discount (-1,3%). Nel confronto con maggio, l’Istat segnala a giugno un calo dello 0,2% sia per le vendite di prodotti alimentari, del 5,9% per gli elettrodomestici, del 4,6% per i prodotti farmaceutici e del 1,3% per le telecomunicazioni e la telefonia.
A commentare questi dati è Federconsumatori, secondo cui "il crollo dei consumi continua e il piccolo rimbalzo di maggio è già stato bruciato. Se i generi alimentari vanno male, per il resto la situazione è addirittura tragica. Se il Governo non vuole fare il curatore fallimentare di migliaia di esercizi , eviti ogni aumento dell’Iva. La questione della sterilizzazione dell’aumento dell’Iva previsto dal primo ottobre. Tasse, sempre tasse. Una strada che soffoca il Paese mentre la via maestra dovrebbe essere quella di tagliare spesa pubblica e sprechi".
Secondo i calcoli dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i dati pubblicati dall’Istat portano, nel biennio 2012-2013, la contrazione dei consumi a toccare il record del -7,8%. Ciò equivale, a una caduta complessiva della spesa delle famiglie di circa 56 miliardi di euro. "Per porre fine a quest’andamento insostenibile – soiega l’associazione – è urgente che il Governo si decida a intervenire con determinazione e responsabilità, eliminando per sempre l’IMU sulla prima casa (fatta eccezione per le dimore di lusso e le ville) e cancellando il ventilato aumento dell’IVA".
La base imponibile dell’aliquota ordinaria IVA, ammonta a circa 300 miliardi di euro. "E’ composta per lo più da categorie merceologiche che nel 2012 e nella prima metà del 2013 hanno registrato forti cali nelle vendite – conclude Federconsumatori – vestiario e calzature hanno segnato un -10%, le autovetture addirittura il -20%, mobili ed elettrodomestici il -5,5%. Questi tre aggregati, da soli, già costituiscono circa metà della base imponibile complessiva. E’ perciò illusorio attendersi un gettito consistente, mentre al contrario è legittimo immaginare che l’aumento dell’Iva peggiori ancora i consumi. L’incremento dell’imposta si trasformerebbe in una contrazione di un altro punto percentuale delle vendite. Un avvitamento che danneggerebbe non solo consumatori, famiglie e imprese, ma anche l’erario, che vedrebbe un calo del gettito nell’ordine di 300-400 milioni di euro".
