Berlusconi ‘Paperone’ dei parlamentari, ma reddito cala. Alfano batte Di Pietro

Le tasse pagate ammontano a 15,3 milioni.
News Nazionali

Roma, 28 feb. (Adnkronos/Ign) – Silvio Berlusconi ‘Paperone’ dei parlamentari anche nel 2011, anche se un po’ meno ricco. Secondo le dichiarazioni dei redditi del 2012 l’allora presidente del consiglio ha dichiarato un reddito imponibile pari a 35.439.981 euro, in calo di quasi 13 milioni rispetto all’anno precedente. Le tasse pagate ammontano a 15,3 milioni.

Dopo il Cavaliere si piazza il presidente del Consiglio uscente Mario Monti che da quando è premier è diventato più povero e ha dichiarato quasi un trentesimo del reddito di Berlusconi: 1.092.068 euro. Rispetto all’anno prima sulla gestione patrimoniale presso la Deutche bank figurano 401.600 euro in meno: l’anno precedente, da neo senatore a vita, Monti aveva dichiarato infatti 1.515.744 euro. A guidare la pattuglia dei componenti del governo con dichiarazione dei redditi milionaria è però il ministro della Giustizia Paola Severino con un imponibile di 10.205.197 euro (ma ha anche pagato 4.381.405 euro di tasse).

Tra i leader di partito Angelino Alfano si conferma al primo posto, mentre Pier Ferdinando Casini è il più povero. Lo scorso anno il segretario del Pdl ha infatti dichiarato un reddito imponibile pari a 189.428 euro, al secondo posto Antonio Di Pietro con 174.864 euro, mentre al terzo posto si classifica il numero uno della Lega, Umberto Bossi con 161.542 euro. Seguono nella graduatoria il leader del Pd, Pier Luigi Bersani con 137.973 euro, Italo Bocchino (Fli) e chiude la classifica Pier Ferdinando Casini con 116.074 euro. Tra gli altri volti noti, il Presidente della Camera Renato Schifani batte quello del Senato Gianfranco Fini 222.547 euro a 157.546.

Per quanto riguarda invece i capigruppo della Camera, è il presidente dei deputati del gruppo Misto, Siegfried Brugger, il più ricco a Montecitorio. All’ultimo posto della classifica c’è invece Antonio Borghesi. Secondo le dichiarazioni dei redditi 2012 l’espondente della Svp ha dichiarato per l’anno precedente un reddito imponibile di 239.894 euro, mentre il capogruppo dell’Idv si è fermato a 106.193 euro. A seguire il primo classificato c’è Dario Franceschini (Pd) con 187.462 euro, poi c’è Silvano Moffa (capogruppo di Popolo e territorio) con 165.870, e Fabrizio Cicchitto (Pdl) con 156.654 euro, seguito da Giampaolo Dozzo (Lega) con 141.081 euro e da Gianluca Galletti (Udc) con 123.977 euro. Agli ultimi posti si posizionano Ginaluca Galletti (Udc) con 123.977 euro e Benedetto Della Vedova con 123.958 euro.

Passando al Senato, sono Alfredo Messina (Pdl) e Giacinto Boldrini (Misto – Partito pensionati), rispettivamente, il senatore più ricco e più povero dell’ultima legislatura. Il primo, nell’ultima dichiarazione utile, vanta un imponibile di 1.145.068 euro, il secondo di 35.821 euro (e anche un Fiat Doblò e una Lancia Thesis usate). In mezzo a loro, qualche altro milionario, titolari di azioni o obbligazioni, collezionisti d’auto e appassionati di moto secondo i dati dell’ultima anagrafe patrimoniale di palazzo Madama.

Tra i più facoltosi c’è Salvatore Sciascia (Pdl) con un imponibile di 1.014.294. Non se la passa male il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi (695.801 euro), oppure Giulio Andreotti con i suoi 444.397 euro. Per restare ai senato a vita, Emilio Colombo si ferma a 171.050 euro. Nemmeno Gianrico Carofiglio si puo’ lamentare: lo scrittore, magistrato e senatore del Pd dichiara 829.010 euro e una casa da 30mq con ‘cortiletto’ acquistata ultimamente a Roma.

Enzo Ghigo, del Pdl, ha un imponibile di 604.800 euro ma un portafoglio di circa 600mila euro in azioni e titoli. Per restare ai nomi più celebri del Senato, Marcello Dell’Utri vanta 397.062 euro di imponibile, Maurizio Gasparri 122.852, Anna Finocchiaro 128.858, Francesco Rutelli 130.334, Sergio De Gregorio 370.993, Lamberto Dini 520.966, Emma Bonino 210.710, Alberto Tedesco 127.220, Pietro Ichino 212.856, Tiziano Treu 535.668, Beppe Pisanu 217.403.

Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita finito in manette per la questione del patrimonio dei Dl, ha dichiarato 264.441 specificando solo di aver ceduto le quote di ‘Europa srl’. Tra i più ‘dinamici’ da un punto di vista patrimoniale al Senato c’è Roberto Calderoli, che specifica un imponibile di 167.724 euro ma anche di aver acquistato due moto Bmw: un Gs 1200 nuovo e un Hp2 usato. L’esponente della Lega ha anche comprato un rimorchio per trasportare le sue moto.

Per restare alla Lega, molto più attivo è stato Roberto Castelli, che ha 159.413 di imponibile. L’ex ministro ha comprato un terreno ma anche una macchina da intenditore: un Duetto dell’Alfa del ’76. Castelli ha anche rottamato una Fiat Marea e scambiato qualche pacchetto di azioni: ha venduto 1990 azioni della Popolare di Sondrio, 5mila azioni Mediaset e 28mila Unicredit e acquistato 4mila azioni Finmeccanica.

Giuseppe Milone (Fratelli d’Italia) deve essere un grande appassionato d’auto d’epoca. Oltre ad aver dichiarato 230.873 euro, tre fabbricati e sei terreni in Sicilia e un fabbricato in Liguria, Milone ha in garage una Fiat cabrio del ’68, una Bmw tremila del ’73, una Alfa Gt del ’68, una Mercedese 220 del ’68, una Alfa sprint del ’79, una Bmw 850 del ’91, una Fiat 900 dell’83 e due Panda 4×4. Al collega di Fratelli d’Italia Antonio Paravia, invece, hanno rubato una Fiat Panda. Altre passioni, o necessità, per Francesco Casoli (Pdl), imponibile di 621.749 euro e un trattore e un autocarro acquistati. Attualissimo si è rivelato l’investimento di Antonio D’Alì (Pdl), 211 euro di imponibile: 30mila azioni Mps, oltre a 250 azioni Unipol, 408.852 Sosalt. 

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