Roma, 26 nov. – (Adnkronos/Ign) – Riaprire le case chiuse (e far pagare le tasse alle prostitute), chiudere la Rai (un solo canale pubblico, al limite, sarebbe più che sufficiente) e costringere i fannulloni a restare a casa (perchè se vanno in ufficio disturba quelli che vogliono lavorare". Il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, è intervenuto a tutto campo nel programma 'KlausCondicio'.
"Bisogna ripristinare le 'case chiuse'. Le prostitute devono pagare le tasse. La proposta di riaprire le case chiuse e creare quartieri a luci rosse e' per noi di assoluto buonsenso. Una persona – spiega Calderoli – puo' avere una determinata 'esigenza' sessuale e se vuole togliersi la soddisfazione lo faccia pure, ma questo non deve necessariamente disturbare gli altri, soprattutto laddove ci sono famiglie e bambini".
"Con la riapertura delle case chiuse – sottolinea Calderoli- le prostitute potrebbero finalmente pagare le tasse e avere un libretto sanitario, quindi prevenire i contagi. Ovviamente non e' una materia di competenza del mio ministero, ma laddove se ne parlasse abbiamo individuato quartieri e zone dove concentrare l'attivita' di prostituzione con regole ben precise e con controlli sanitari. Credo che tutto cio' vada a vantaggio sia delle operatrici che del cliente". "Inoltre -prosegue Calderoli- eliminerebbe quell'impatto che c'e' lungo determinate strade, anche se devo dire che con la legge delle espulsioni si sono ridotte tantissimo".
Quanto invece alla Rai, Calderoli precisa che non è il suo settore, ma le idee del ministro sono chiare e nette anche in questo caso.
"Francamente non sono un grande estimatore del prodotto televisivo. Se fosse per me, chiuderei la Rai e ripartirei da zero. Il servizio pubblico non ha nemmeno piu' quelle finalita' che qualcuno vorrebbe attribuirgli. Quando c'e' il centro destra al governo, si dice che Berlusconi condiziona tutta l'informazione. Quando, viceversa, c'e' il centrosinistra e' lo stesso".
"Io credo -prosegue Calderoli- che andrebbe valutato con serenita' se ha ancora senso avere la Rai pubblica con tre canali o se non sia sufficiente un solo canale veramente pubblico, con un'informazione oggettiva e qualcosa di diverso che sappia offrire anche altri prodotti. Perche' il successo di Mediaset deriva proprio dal taglio diverso delle tre reti, una complementare all'altra. Invece in Rai ne abbiamo tre che si fanno la guerra".
Il ministro leghista commenta poi la riforma Brunetta nella P.A. "La legge per alcuni aspetti non mi ha soddisfatto perche' a far lavorare i fannulloni si fa un danno e non un bene. Un fannullone che va a lavorare costa di piu' alla Pubblica Amministrazione. Ci vorrebbe invece – sottolinea Calderoli – un sistema per cui quando uno e' certificato e bollato come fannullone, pubblico o privato, lo si lasci a casa veramente. E' meglio che il fannullone stia a casa perche' sul posto di lavoro costa lo stesso e disturba anche tutti gli altri".
Ospite del programma 'KlausCondicio', il ministro rivela infine di essere stato minacciato di morte "da una potente lobby del settore energia. Mi fecero capire che mi avrebbero ammazzato entro la serata, alludendo alla fine di qualcuno che mori' in un incidente aereo e che non avrei avuto il tempo di percorrere nemmeno 500 metri, la distanza dal mio ministero a quello di Scajola". "E' il prezzo che si paga -aggiunge Calderoli- quando si tenta di riformare uno Stato negli interessi dei cittadini e quando si combattono i poteri forti con atti concreti"
