Roma, 3 lug. (Adnkronos) – "La cosa più terribile è stare al governo e ricevere ogni giorno le richieste dei cittadini" poi mettere le mani in tasca e accorgersi che le risorse a disposizione non sono illimitate. Silvio Berlusconi apre i lavori dell''Aquila Day' al ministero dell'Economia e parla della crisi finanziaria. "E' terribile stare al governo – insiste – ricevere le richieste della gente e avere le risposte del ministro dell'Economia, che ti dà il duro responso dei conti e ti dice che non c'è un euro in cassa per fare la spesa. E' una cosa che io, nella mia vita di imprenditore, non avevo mai provato".
Il Cavaliere però guarda con ottimismo al futuro: "Ciò che di peggio doveva accadere è già accaduto". "Cercheremo di essere portati sentimentalmente a vedere la dura realtà dei conti e della crisi, guardando avanti e sperando in un futuro migliore", sottolinea.
Poi torna a prendersela con "le organizzazioni internazionali che un giorno sì e un giorno no danno cifre sulla crisi", contribuendo così "a riempire le prime pagine dei giornali". Ammette che la situazione è difficile, ma il peggio è passato. Il Cavaliere se la prende con "i diffusori" di sfiducia e pessimismo ma assicura "la situazione non sta peggiorando ma sta migliorando".
"Penso – aggiunge – che non ci siano proposte alternativa, per uscire dalla crisi, alla guerra contro la paura. Se ci fossero altre indicazioni per costruire un futuro migliore, siamo qui ad ascoltarle e ad accettarle. Comunque siamo ottimisti, perché la situazione sta migliorando".
"Ho detto agli imprenditori che devono essere un fattore di ottimismo per la ripresa e non di crisi – continua -. Non ho mai detto loro di non investire in un certo gruppo editoriale". Il premier spiega che all'assemblea di Santa Margherita Ligure ha soltanto invitato i giovani imprenditori a investire di più per la promozione dei loro prodotti. In particolare li ha invitati a "spiegare agli editori che non è intelligente dare la pubblicità a pubblicazioni che sono esse stesse fattori di crisi. E' la paura della crisi che comporta la riduzione dei consumi. Noi – conclude -, dobbiamo avere paura della paura".
Il premier ribadisce poi che sulle nuove regole per il mondo della finanza e dell'economia (global legal standard), uno dei temi principali del prossimo G8, non è stato ancora trovato un risultato: "Siamo ancora lontani da un risultato". Pertanto, in occasione del vertice, difficilmente sarà presa una decisione, perché ci vogliono "ancora molti passaggi".
