De Magistris all’attacco: ‘Io indagato? E’ ridicolo e grottesco, vogliono offuscarmi come politico”

Otto i magistrati indagati a Roma in relazione alla vicenda della cosiddetta 'guerra di procure' tra Catanzaro e Salerno. L'ex pm: 'Sono sicuro che sarò coinvolto in procedimenti giudiziari per i prossimi 30 anni'.
News Nazionali

Roma, 19 mar. – (Adnkronos/Ign) – La vicenda legata all'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris continua a tenere banco. Parlando a Omnibus in onda su La7 il magistrato ha definito la notizia di un'indagine a suo carico ''ridicola e grottesca'', servita soltanto ad "offuscare" la sua candidatura alle prossime europee nelle liste dell'Italia dei valori.

Inoltre, ha fatto notare che con lui sono indagati sette magistrati della procura di Salerno che hanno aperto ''circa cento procedimenti'' sulla sua vicenda e ''dopo due anni hanno dimostrato che ho agito in maniera corretta''. "Sono sicuro -spiega il candidato Idv -che sarò coinvolto in procedimenti giudiziari per i prossimi 30 anni, visto che già oggi sono più di cento i procedimenti a mio carico. Ormai tutte le persone su cui stavo indagando mi denunceranno per calunnia''.

De Magistris ha poi spiegato le ragioni della sua candidatura alle elezioni Europee tra le fila dell'Italia dei Valori: "Di Pietro è stato molto corretto con me. Mi aveva già proposto di candidarmi per le scorse elezioni politiche, ma io rifiutai. Allora stavo ancora lavorando alle mie indagini e volevo portarle a termine. Ero nel pieno del mio lavoro e volevo continuare a fare il magistrato. Dopo un anno, invece, ho accettato l'invito perché mi sono reso conto -continua il candidato Idv- che si tenta di stroncare la verità con accuse ridicole".

Quanto all'addio alla toga, dice, "sono state due le ragioni che mi hanno indotto a lasciare la magistratura: in primo luogo le iniziative disciplinari pretestuose che mi hanno visto coinvolto; un'altra ragione è stato lo stop inspiegabile alle indagine dei magistrati che da anni stavano svolgendo il loro lavoro tramite le indagini". ''Oggi mi sembra sia mio dovere difendere la Costituzione -conclude De Magistris – altrimenti rischiamo seriamente di cadere in un regime non più democratico".

Quindi si è detto d'accordo con il vice presidente del Csm Nicola Mancinoper il quale i magistrati che si candidano non dovrebbero più tornare indietro, ''anche se prendo atto che solo ora si ricorda dei problema dei magistrati''. ''Per quanto mi riguarda – ha continuato l'ex pm – la scelta di candidarmi e di abbandonare la magistratura è e resta una scelta definitiva".

Infine sulla riforma della giustizia ha le idee chiare: "Sono favorevole, in linea di principio, alla separazione delle carriere anche se oggi in Italia un progetto simile rimane una cosa pericolosa, perché si vorrebbe sottomettere il potere dei pubblici ministeri all'esecutivo e ciò rientra in un disegno inquietante di ridimensionamento del potere dei magistrati".

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