Roma, 29 mar. (Adnkronos/Ign) – "Gli italiani sono troppo presi dalle difficoltà crescenti di far quadrare i bilanci familiari, di mantenere un livello di benessere e far fronte alle esigenze cogenti, a partire da quelle che riguardano i figli. Figli che crescono e che dopo aver raggiunto un titolo di studio non trovano alcuno sbocco nel mondo del lavoro. In altre parole, gli italiani sono talmente presi dalle esigenze private e familiari da perdere di vista la dimensione pubblica e la responsabilità collettiva". Spiega così il calo di affluenza alle urne in queste elezioni amministrative, Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all'università Gabriele d'Annunzio di Chieti.
Insomma "gli italiani che non sono andati a votare, hanno pensato che andare o non andare a votare non avrebbe risolto i propri problemi personali. In altre parole – spiega Di Giannantonio all'ADNKRONOS – è prevalsa l'attenzione al proprio 'particulare' rispetto al generale, al pubblico. Un fatto sicuramente negativo – riflette ancora lo psichiatra – soprattutto perché nelle competizioni internazionali vince, invece, proprio la coesione della struttura politica, tenuta a rigenerarsi e a offrire soluzioni ai problemi della gente, a partire dal lavoro per i giovani".
