Lodo Alfano, Di Pietro: ‘Un milione di firme è dato politico’

Sono state depositate oggi in Cassazione. Il leader dell'Idv: 'Milioni di cittadini che dicono no al governo che fa le leggi per non farsi processare'
News Nazionali

Roma, 7 gen. (Adnkronos/Ign) – Sono arrivate in Cassazione dentro 212 scatoloni, a bordo di due furgoni con sopra i manifesti dell'Italia dei valori che dicono 'Firma e fermali'. Sono le firme dei cittadini, oltre un milione, raccolte dall'11 ottobre dall'Idv, Rifondazione comunista e Sinistra democratica per il referendum contro il lodo Alfano. A depositarle oggi al 'Palazzaccio' si sono incontrati Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero e una nutrita delegazione di deputati e senatori dell'Idv. Al loro fianco anche una rappresentante dei lavoratori dell'Alitalia che ha partecipato in questi mesi, con i suoi colleghi, all'attività di raccolta firme.

Lo stesso leader dell'Idv ha spiegato che "circa un milione di firme raccolte sono state certificate davanti al pubblico ufficiale" e che a queste sono da aggiungere "tutte le altre firme raccolte come testimonianza". A quanto si apprende, rappresentanti del partito hanno ricontrollato le firme una a una dal primo gennaio ad oggi, per evitare equivoci o errori nel conteggio.

"Le firme che abbiamo raccolto contro il lodo Alfano non sono solo un fatto tecnico ma anche un fatto politico importante perché ci sono milioni di cittadini che dicono no al governo che fa le leggi per non farsi processare" ha detto Di Pietro

"Diciamo sì – ha rimarcato il leader dell'Idv – a una giustizia uguale per tutti. Per questo l'Idv con queste firme apre il 2009 con questa intenzione: fare un'opposizione chiara nel linguaggio e determinata nell'azione a questo governo Berlusconi che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Il lodo Alfano è incostituzionale perché decide che quattro cittadini non debbano rispondere davanti alla legge anche se ammazzano la madre. E' immorale soprattutto perché viene fatto da chi deve essere sottoposto al giudice per le azioni che la magistratura vuole verificare".

"L'Italia dei Valori – argomenta Di Pietro – si batte perché tutti devono essere uguali davanti alla legge e perché c'è bisogno di un Parlamento che pensi un po' di più alla giustizia sociale perché se non c'è legalità i furbi fanno affari come nel caso Alitalia e i poveri cristi la pagano. Abbiamo raccolto le firme per un dovere civile da cittadini che non vogliono stare a guardare uno Stato che viene portato alla deriva democratica perché ormai in Parlamento non si fa altro che alzare la mano come vuole il despota di turno. Perché il controllo della legalità viene ogni giorno frustrato e l'informazione è sotto il controllo politico e economico come si è dimostrato in Vigilanza Rai".

Il leader dell'Italia dei Valori ha poi annunciato che ''da adesso al 2010 saranno organizzati altri referendum. Vogliamo portare al prossimo appuntamento referendario un pacchetto di referendum". Tra le riforme incluse in questo pacchetto il leader dell'Idv assicura che ci sarà "sicuramente quella per l'abolizione dei fondi di finanziamento ai partiti" e in aggiunta, tra gli altri temi che verranno affrontati, dovrebbero esserci quello sulle intercettazioni e sulla riforma della scuola decisa dal decreto Gelmini.

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